Apnee del sonno: i sintomi a cui fare attenzione

Non si tratta affatto di casi isolati. Sono, infatti, circa un miliardo le persone che nel mondo soffrono di apnee ostruttive del sonno (Osa). Sei milioni soltanto in Italia e ben 44,3 milioni in tutta Europa. Di questi, circa il 2-5% sono bambini. Nonostante la patologia sia particolarmente diffusa, si ritiene sia sotto trattata: al momento si registrano solo 250.000 i pazienti in terapia nel nostro Paese. Ma ogni anno, secondo quanto reso noto dal ministero della Salute, tali pazienti costano al nostro Servizio sanitario nazionale 2,9 miliardi di euro.

Cos’è l’apnea ostruttiva del sonno?

«L’apnea ostruttiva del sonno è anche conosciuta come la malattia dei grandi russatori, poiché’ il russare rappresenta uno dei segni caratteristici della malattia. Non tutte le persone con roncopatia persistente o che sono obese sviluppano l’Osa. Ne possono soffrire anche soggetti normopeso per le caratteristiche strutturali delle prime vie aeree, compresa la bocca ed il mento. Gli episodi di riduzione/arresto del respiro avvengono durante il sonno ed assumono un significato associato alla patologia quando la ripetuta riduzione del flusso e’ di almeno il 50% fino alla completa ostruzione. In questo caso possiamo parlare di apnee. La durata di questi episodi va da almeno dieci secondi fino a più di un minuto per singolo evento», spiega Luca Roberti, presidente dell’Associazione Apnoici Italiani Aps.

Quali sono i sintomi principali delle Apnee ostruttive del sonno

Si possono manifestare in diverse modalità: un russamento persistente da almeno 6 mesi, con interruzioni del respiro durante il sonno che si registrano più volte nell’arco di un’ora con la possibilità di risvegli frequenti, anche non coscienti. Tutto questo incide negativamente sulla qualità del riposo e su tutti gli organi del corpo, poiché’ si determina una sofferenza causata da mancanza di ossigeno. Una persona affetta da Osa può inoltre sentire il bisogno di andare in bagno di frequente e, una volta sveglia, provare una secchezza delle fauci ed una eccessiva sonnolenza diurna proprio a causa di un sonno non ristoratore. Nei soggetti con apnea ostruttiva del sonno diminuisce inoltre la capacità di concentrazione, di memoria e di reazione agli stimoli. Roberti sottolinea come «queste situazioni possano determinare gravi comorbilità che possono far pensare ad una Osa non trattata, quali il diabete di tipo 2, le aritmie cardiache tra cui la fibrillazione atriale e l’ipertensione farmacoresistente. La loro comparsa può avvenire in età adulta e nei bambini. I disturbi principali saranno l’irrequietezza determinata da un cattivo riposo e, negli studenti, la difficoltà di apprendimento a scuola».

Le apnee ostruttive del sonno si possono curare?

La risposta è sì! Attraverso il monitoraggio cardio respiratorio a domicilio, strumento simile ad un holter, e in casi più complessi grazie alla polisonnografia, le Osa possono essere curate. «La cosa più importante- sottolinea il presidente Roberti – è che un team specialistico multidisciplinare inquadri la patologia e personalizzi la terapia più adatta al paziente. Esistono diverse terapie conservative come il ‘Cpap’, un dispositivo silenzioso che invia aria a pressione positiva attraverso una maschera non invasiva. Ci sono poi la terapia ortodontica con protrusore mandibolare e gli apparecchi per la terapia posizionale. Se i pazienti le rifiutano, sono disponibili terapie chirurgiche multi-livello (Orl) e la chirurgia maxillo-facciale e la chirurgia bariatrica per le grandi obesità. Nei prossimi mesi saranno inoltre disponibili nuove cure farmacologiche per quanti lamentano ancora sonnolenza dopo le terapie come Cpap e Mad».

Apnee notturne e Covid

Chi è affetto da apnee notturne da oltre un anno deve fare i conti con un altro nemico, il Covid-19. Il nostro Sistema sanitario nazionale sta combattendo una dura lotta per debellare il Coronavirus con il rischio, però, di lasciare indietro la cura di altre numerose patologie. Negli ultimi mesi sono stati pubblicati diversi studi sul rapporto tra Covid-19 e apnee ostruttive del sonno. Questi studi hanno evidenziato un aumentato numero di complicanze e relativa ospedalizzazione in quei pazienti con un Osa non curata. Altro effetto è il ritardo nella diagnosi di casi di apnee del sonno per la ridotta attività ambulatoriale non legate al Covid.

Apnee notturne, non dormirci sopra

Per fare luce sulle apnee ostruttive del sonno e sull’eccessiva sonnolenza, Apnoici Italiani (AAI) ha lanciato la campagna di sensibilizzazione dal titolo 2021′, evento nato proprio in occasione della Giornata Mondiale del sonno, che si è celebra venerdì 19 marzo. Le attività di Apnoici Italiani prevedono la diffusione di uno spot di 30” in cui vengono evidenziati i rischi legati alla sonnolenza diurna nella popolazione non diagnosticata, un video grafico informativo (che trovate qui sotto) che spiega tutto quello che c’è da sapere sulla patologia Osa e la app di screening ‘APP.nee’ (app.apneedelsonno.it). Contiene auto-test per prevenire le apnee negli adulti e nei bambini, oltre ad una lista dei centri di riferimento sparsi in tutta Italia a cui rivolgersi in caso di dubbi, domande o necessità. A disposizione anche il Numero verde 800141435.

 

 

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