Meduse: in caso di puntura ecco cosa fare e cosa non fare

Sono l’incubo di tutti i bagnanti. Specie negli ultimi anni da quando, nel Mediterraneo, si sono registrati parecchi avvistamenti. Ma un modo per difenderci quando veniamo in contatto con questi affascinanti esserini, esiste. L’importante è non farsi prendere dal panico e seguire tutta una serie di accorgimenti che ci permetteranno di spegnere i sintomi in breve tempo. Ecco come fare.

In caso di puntura di medusa: prima cosa non spaventarti

La prima cosa che devi fare è quella di non spaventarti e, di conseguenza, non fare movimenti inconsulti. Se la medusa si trova ancora nelle vicinanze, infatti, potrebbe nuovamente venire a contatto con la tua pelle e provocarti dolore e irritazione. Va ricordato, infatti, che le meduse non pungono ma sono dotate di tentacoli che contengono dei piccoli organi urticanti: le cnidocisti. Al loro interno si trova del veleno che le meduse utilizzano per difendersi dai predatori e paralizzarli. Noi non veniamo paralizzati ma, al minimo contatto, il veleno viene sprigionato nella nostra cute.

  • Sapevi che…
    I ricercatori della University of Hawaii hanno recentemente pubblicato sulla rivista Toxins uno studio che ritiene l’aceto un rimedio utile in caso di contatto con una medusa. Pare che la soluzione naturale spenga le cellule che si sono appiccicate sulla nostra cute. L’accorgimento, però, pare funzionare soprattutto con le meduse del Pacifico e un po’ meno con quelle nostrane.

Sciacqua la parte colpita dalla puntura di medusa

Un’altra cosa da fare immediatamente è quella di risciacquare molto bene la parte colpita. Nel farlo, però, devi stare attento a usare solo ed esclusivamente acqua salata. Quella dolce, infatti, favorisce la rottura delle strutture urticanti – i nematocisti – che rimangono sulla nostra pelle.

Contro la puntura di medusa, carta di credito o pinzette

Munisciti di una carta di credito – va bene anche la tessera della palestra, per intenderci – per rimuovere i nematocisti. Devi però usarla con estrema attenzione per non rischiare di mandarli ancora più a fondo. In alternativa puoi munirti di piccole pinzette per estrarli.

Vedi anche: Insetti, meduse, pesci ragno: ecco cosa fare in caso di punture o morsi

Puntura di medusa: applica il gel giusto

Quando sei al mare, specie se ti trovi in località a rischio meduse, ti consigliamo di tenere sempre a portata di mano un gel al cloruro di alluminio al 5%. Esso svolge un’immediata azione antiprurito bloccando la diffusione delle tossine. Si tratta di un prodotto facilmente reperibile in farmacia che, tra le altre cose, è anche utile per le punture di zanzare. In mancanza, si possono usare anche le pomate al cortisone che però svolgono un effetto minore e decisamente meno velocemente. Anzi, è probabile che al momento dell’effetto, il sintomo sia già passato naturalmente.

Medusa
Medusa

Se i sintomi della puntura di medusa sono severi, vai al pronto soccorso

In linea di massima non occorre recarsi al pronto soccorso. Tuttavia, se i sintomi sono severi e si presentano anche vertigini, difficoltà di respirazione, nausea, vomito, sudorazione eccessiva, pallore cutaneo e confusione mentale è d’obbligo chiamare il pronto soccorso: potrebbe trattarsi di shock anafilattico.

Cosa non dovresti mai fare in caso di puntura di medusa

  • Non grattarti anche se hai una lieve sensazione di prurito: se lo fai potresti rompere le nematocisti liberando ulteriore veleno.
  • Non applicare sabbia calda: è vero che il veleno è termolabile ma affinché faccia effetto si devono raggiungere temperature intorno ai 50 gradi. Se applichi la sabbia così calda sulla zona colpita rischi un’ustione.
  • Non usare il ghiaccio: proprio in virtù del fatto che il veleno è sensibile alle alte temperature, se si applica del ghiaccio lo lasceresti attivo molto più a lungo
  • Non usare antistaminici: alla stregua del cortisone, anche l’antistaminico impiega troppo tempo per essere attivo. L’effetto inizierebbe quando i sintomi sono già svaniti
  • Non prendere troppo sole: copri la parte colpita per qualche giorno perché l’area colpita è maggiormente soggetta a iperpigmentazione. Vanno bene anche le creme solari con filtri di protezione molto elevati.

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