Ipertensione arteriosa: cos’è, sintomi, cause e cure

Cos’è la pressione sanguigna?

Il sangue, circolando nelle arterie, esercita una forza (o «pressione») contro le pareti. Questa forza è detta appunto pressione del sangue.

Cosa accade in caso di ipertensione?

Il cuore si contrae ed espande continuamente: questo fenomeno è detto «battito». Il battito permette al sangue di uscire dal ventricolo sinistro attraverso la valvola aortica. Da qui passa nell’arteria principale (l’aorta) e si dirama in tutte le arterie.

Cosa sono la pressione sistolica e diastolica?

– La pressione SISTOLICA (o «massima») è quella che si registra quando il cuore si contrae spingendo il sangue nelle arterie.
– La pressione DIASTOLICA (o «minima») è quella che si registra quando il cuore si espande e si riempie di sangue, svuotando per così dire le arterie.

Come si misura la pressione arteriosa

La pressione arteriosa, sistolica e diastolica, sono misurate in millimetri di mercurio: per esempio 110/70 mmHg.

Cos’è l’ipertensione?

L’ipertensione arteriosa è una condizione, piuttosto che una malattia in quanto tale. Tuttavia, è una situazione che mette a rischio infarto (del miocardio), ictus (cerebrale), insufficienza cardiaca, arteriopatie periferiche, insufficienza renale cronica, aneurismi, malattie legate all’età come disturbi della memoria e disabilità, retinopatia. Per questo motivo è di fondamentale importanza prevenirla o, quando già presente, tenerla sotto controllo. A tale proposito, ricordiamo che le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia e nel mondo occidentale.

Quali sono i valori dell’ipertensione?

Si inizia a definire ipertensione arteriosa quando vi è un aumento – specie costante – dei valori pressori. In particolare della pressione sistolica, ma soprattutto quando vi è un aumento di entrambe e la «minima» è più prossima alla «massima».
Secondo le linee guida, si parla di ipertensione quando i valori di sistolica e/o di diastolica superano i 140 mmHg per la massima o i 90 mmHg per la minima.

Pressione arteriosa: valori normali

La classificazione del JNC 7 (Joint National Committee on Prevention, Detection, Evaluation and Treatment of High Blood Pressure) considera «normale» una pressione sistolica che sia inferiore a 120 mmHg e una pressione diastolica inferiore a 80 mmHg. I valori che vanno al di sopra dei 140 mmHg (e fino a 160) di massima o dei 90 mmHg (e fino a 100) di minima rientrano nella categoria dell’ipertensione di I grado. Quando i valori siano superiori a 160/100 e a 180/110 allora si parla di ipertensione arteriosa di II grado. Valori di oltre 180/110, indicano un’ipertensione arteriosa di III grado.

(C) Salute Network

Tabella di classificazione dell’ipertensione

Di seguito la tabella di Classificazione dell’ipertensione, riportata dalla SIIA e suggerita dall’OMS/ISH, basata sui livelli della pressione arteriosa nei soggetti adulti di età uguale o superiore a 18 anni.

N.B. Quando la pressione sistolica e diastolica di un paziente rientrano in categorie differenti la classificazione va fatta in base alla categoria maggiore. (fonte: SIIA)

Quali le cause dell’ipertensione?

La pressione arteriosa è influenzata da diversi fattori.
Prima di tutto lo stile di vita, ma anche l’ambiente in cui si vive. Spesso poi, i presupposti per una pressione sana o meno si determinano fin dall’infanzia.
Una dieta squilibrata – così cara ai giovani – che favorisce cibo spazzatura ricco di grassi, calorie, zuccheri e sale a discapito di frutta e verdura, può essere il presupposto per creare un futuro da ipertesi. Anche la tendenza alla sedentarietà, favorita sempre più dall’uso massiccio e per molte ore al giorno della tecnologia, è un fattore predisponente. Non ultimo, il vizio del fumo.
Nonostante ciò, secondo il Ministero della Salute, nella quasi maggioranza dei casi (90-95%) l’ipertensione arteriosa non ha una causa evidente: in tutti questi casi si parla di ipertensione essenziale. Nel restante 5-10% dei casi, l’ipertensione si ritiene essere causata da una condizione medica. Tra le diverse cause ci sono le malattie del sistema endocrino come sindrome di Cushing, iperparatiroidismo, feocromocitoma, adenoma surrenalico aldosterone secernente, alterazioni della tiroide. E poi malattie dei reni come insufficienza renale cronica, restringimento di un’arteria renale o, infine, il risultato di una malattia iatrogena, ossia dovuta all’assunzione di farmaci come per esempio gli antidolorifici o le associazioni estro-progestiniche e altri ancora. In tutti questi casi si parla di ipertensione secondaria. In alcuni casi l’ipertensione può manifestarsi durante la gravidanza ed essere fonte di complicanze più o meno gravi – sia per la madre che per il nascituro. In questi casi si parla di preeclampsia o eclampsia.

Quali sono i sintomi dell’ipertensione?

Non è un caso che l’ipertensione viene definita il «killer silenzioso». Il motivo è semplice: spesso non dà sintomi. Ecco perché è anche così difficile capire che si è sofferenti di questa condizione. La scoperta di solito avviene a seguito di un controllo pressorio.
Ci sono casi però in cui un repentino aumento della pressione si manifesta evidente. Si chiama «crisi ipertensiva» e si può mostrare con un’emorragia nasale (o epistassi), un violento mal di testa, ronzii auditivi o fischi, alterazioni della vista come offuscamento, restringimento del campo visivo o piccoli scintillii. E poi vertigini, nausea, vomito. In questi casi si possono registrare valori pressori come > 180/110 mmHg.

Come si previene l’ipertensione?

Come accennato, nella prevenzione dell’ipertensione arteriosa è determinante lo stile di vita, che dovrebbe essere il più corretto possibile.
Prima di tutto, l’alimentazione.
Una dieta che promuove una pressione sana è quella che predilige gli alimenti integrali, ricchi di fibre come frutta (anche quella secca a guscio), verdura, cereali. Favorisce anche l’uso di oli vegetali vergini e spremuti a freddo (meglio se biologici) e riduce o limita l’assunzione di carni rosse, insaccati, carni lavorate. Allo stesso modo si dovranno evitare o limitare i cibi raffinati, ricchi di sale, zuccheri, grassi saturi idrogenati (totali o parziali). Limitare o evitare i cibi inscatolati, l’alcool e limitare anche i formaggi. Come da dettami della Dieta Mediterranea, sono consentiti, senza esagerare, il pesce e le carni bianche.
Il sale: l’apporto di sale giornaliero non dovrebbe superare i 5 grammi (pari a un cucchiaino da tè). Il Ministero della Salute ricorda che «consumare non più di 5 g di sale al giorno riduce la pressione arteriosa fino a 6-8 mmHg».
Anche l’attività è importante. Fare movimento ogni giorno è fondamentale. Anche se si è costretti a una scrivania per molte ore della giornata, è bene ritagliarsi dei momenti per fare attività fisica: per esempio parcheggiare l’auto un po’ distante dall’ufficio per fare qualche passo in più oppure fare le scale anziché prendere l’ascensore… Secondo i più recenti studi scientifici, anche soltanto 10-20 minuti al giorno di camminata veloce possono essere salutari e prevenire molte delle malattie «da sedentarietà». Secondo i dati del Ministero della Salute, «praticare regolarmente attività fisica aerobica (almeno 30 minuti di camminata a passo veloce, bicicletta, nuoto, per almeno 5 volte/settimana) produce una riduzione di 4-9 mmHg della pressione arteriosa».
Altre azioni preventive dell’ipertensione sono lo smettere di fumare, perdere peso se si è obesi o comunque sovrappeso. Anche in questo caso, il Ministero della Salute fa sapere che «ogni 10 Kg di peso persi, la pressione arteriosa si riduce di circa 5-10mmHg».
Poi, per quanto possibile, bisogna saper gestire lo stress dedicandosi a pratiche rilassanti e piacevoli: oltre alle tecniche mentali come la meditazione, la mindfulness, lo yoga ecc. ci sono anche attività più alla portata di tutti come per esempio il giardinaggio o un hobby che non richieda particolari sforzi mentali e fisici.
Infine, è sempre bene misurare la pressione regolarmente – specie dai vent’anni in poi – per evitare di ritrovarsi invalidi, o peggio, senza che ce ne ci sia resi conto.

Con cosa si misura la pressione arteriosa?

L’apparecchio con cui il medico misura la pressione si chiama «sfigmomanometro». Ma questo attrezzo professionale è difficile da utilizzare se non si è pratici: per tutti esistono invece in commercio diversi tipi di misuratori pratici e semplici da usare.
Misuriamo la pressione
Leggiamo i consigli del Ministero della Salute per misurare correttamente la pressione. Con lo sfigmomanometro: prima di tutto «è necessario mettersi seduti comodamente, in un ambiente tranquillo con l’avambraccio ben appoggiato (per esempio su un tavolo) e il braccio all’altezza del cuore.
Prima dell’applicazione del bracciale è necessario rimuovere tutti gli indumenti che costringono il braccio. Si posiziona il manicotto dello sfigmomanometro intorno al braccio, al di sopra della piega del gomito, facendo attenzione a renderlo ben aderente al braccio, ma né troppo stretto né troppo lento (in caso di obesità bisognerà utilizzare gli appositi bracciali per obesi, più alti e più larghi di quelli standard). Utilizzando lo sfigmomanometro a mercurio o l’anaeroide è necessario gonfiare il manicotto fino a 30 mmHg sopra la scomparsa del polso. Posizionare il fonendoscopio sulla arteria brachiale (parte interna del braccio, non posizionare il fonendoscopio sotto il manicotto) e sgonfiare lentamente il manicotto: il primo tono udibile corrisponde alla pressione arteriosa sistolica, l’ultimo tono udibile alla pressione arteriosa diastolica. Eseguire due misurazioni a distanza di qualche minuto. Il valore medio fra le due misurazioni viene considerato il valore della persona».

Con il misuratore elettronico è sufficiente azionare il pulsante apposito per avviare la procedura di misurazione. Anche in questo caso è necessario seguire le procedure di posizionamento della persone e del braccio, riportate sopra. Il misuratore automatico, in genere offre la lettura completa della pressione arteriosa sistolica e diastolica e, spesso, anche delle pulsazioni cardiache.

Infine, la pressione arteriosa può essere misurata sia su un braccio che l’altro indifferentemente. Poiché possono tuttavia esserci differenze tra un braccio e l’altro, è bene misurare la pressione nel braccio dove è risultata più elevata. I momenti migliori per misurare la pressione sono al mattino al risveglio e alla sera.

Come si cura l’iprtensione

Il trattamento dell’ipertensione arteriosa si prefigge più obiettivi. Il primo, come è comprensibile, è quello di abbassare la pressione, in modo da riportarla ai valori ottimali o comunque sotto un range di sicurezza. Altro scopo è quello di proteggere, o rimediare a un possibile danno, gli organi che possono soffrire a seguito di una condizione come l’ipertensione.
Secondo il Ministero della Salute, «ridurre la pressione arteriosa di appena 5 mmHg, consente di abbattere il rischio di ictus del 34%, quello di infarto del 21% e permette di ridurre il rischio di sviluppare demenza vascolare, scompenso cardiaco, fibrillazione atriale e di morire per cause cardiovascolari».
Posto che dovrà sempre essere il medico a decidere e/o consigliare la migliore terapia per l’ipertensione, per quel che riguarda la terapia farmacologica sono disponibili diverse classi di farmaci
– Diuretici
– Beta bloccanti
– Calcio-antagonisti
– ACE-inibitori/sartani/inibitori diretti della renina
– Alfa-bloccanti
– Clonidina.

La cura dell’ipertensione con i rimedi naturali

Esistono anche una serie di rimedi naturali che possono combattere l’ipertensione arteriosa, o la pressione alta.
Un recente studio, pubblicato sulla rivista Hypertension ha suggerito che i probiotici contenuti nei cibi fermentati possono aiutare a tenere sotto controllo la pressione arteriosa.
Un altro rimedio naturale sono le foglie di olivo. Anche queste sono ritenute dagli esperti efficaci nel controllo della pressione arteriosa, grazie alla loro azione ipotensiva e di dilatazione dei vasi periferici. Stesso effetto lo produce il biancospino, che in più ha un effetto sedativo e contro le aritmie cardiache.
Un altro studio della Tufts University di Medford ha evidenziato come bere tre volte al giorno un infuso di karkadè può ridurre i valori della pressione arteriosa.
La medicina popolare utilizza da secoli l’aglio crudo per tenere a bada o abbassare la pressione. L’aglio, ora lo dice anche la scienza, è un buon antibatterico e aiuta a purificare il sangue, tonificando anche il sistema cardiocircolatorio.
Uno studio pubblicato sull’Indian Journal of Biochemistry & Biophysics ha mostrato che assumere un cucchiaino al giorno di polvere di cardamomo (una spezia) riduce in modo significativo la pressione arteriosa.

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