Tampone vaginale o cervico-vaginale, cos’è e a cosa serve. Eseguirlo in caso di Candida o gravidanza

Il tampone vaginale o cervico-vaginale è un esame abbastanza semplice comune che può essere fatto in donne giovani e non, praticamente a tutte le età. Lo scopo è quello di rilevare alterazioni della mucosa vaginale che potrebbero causare malattie o disturbi più o meno seri.

Come si esegue il tampone vaginale

Il tampone vaginale si esegue in ambulatorio. La donna viene messa in posizione ginecologica con le gambe leggermente alzate in modo tale che il medico riesca a inserire uno speculum nella cavità vaginale e possa prelevare – con un tampone – un campione di secrezione vaginale.

  • Approfondimento: cos’è lo speculum
    Si tratta di un dispositivo medico utilizzato fin dall’epoca dei Romani. Lo strumento ha lo scopo di mantenere aperto un orifizio – in questo caso quello vaginale – ma può essere adoperato anche nel naso, nell’ano o nell’occhio. A seconda della zona in cui è utilizzato, lo speculum ha dimensioni differenti. I migliori sono quelli realizzati in acciaio inox ma se ne trovano diversi modelli anche in plastica.

Com’è fatto il tampone che si inserisce nella vagina

Il tampone – che viene inserito nella cavità vaginale a una profondità di cinque centimetri – è una sorta di ‘cottonfioc’ molto lungo. Quando viene inserito nella vagina per il prelievo delle secrezioni vaginali, il ginecologo lo ruota delicatamente per qualche secondo allo scopo di prelevare un maggior contenuto di liquido.

La preparazione al tampone vaginale

Il tampone vaginale non necessita di particolari preparazioni, tuttavia, si sconsiglia vivamente alla paziente di avere rapporti sessuali nei due giorni precedenti l’esame. Allo stesso modo è auspicabile che non vegano adoperati trattamenti a uso topico. L’ideale sarebbe anche evitare l’assunzione di antibiotici per via orale nei giorni che precedono il test per non invalidare i risultati. La mattina dell’esame è bene non adoperare detergenti durante l’igiene quotidiana degli organi genitali.

Ricorda che: il tampone non dovrebbe essere eseguito nei giorni immediatamente vicini al ciclo mestruale o comunque mai durante le mestruazioni. Pensa l’invalidità del test.

Perché viene richiesto un tampone vaginale

Il tampone vaginale viene richiesto nel caso in cui la donna manifestasse fastidio nella zona intima. Generalmente si accusa rossore, bruciore, secrezioni dense e vischiose o, più raramente, dolore. Tale sintomatologia potrebbe indicare un’infezione batterica o da lieviti (per esempio Candida Albicans o altri tipi) e parassiti di altro genere: per esempio la Trichomonas vaginalis. Ma non solo: l’esame potrebbe rilevare malattie sessualmente trasmissibili come la gonorrea, il micoplasma o la clamidia.

Approfondimento: cos’è il micoplasma o micoplasmi

Il vero nome è Mycoplasma homins e si tratta di un microorganismo presente dal 30 al 50 percento delle donne sessualmente attive. Può vivere indisturbato senza creare alcun sintomo, ma in caso di indebolimento immunitario può dar luogo a vari disturbi. I più comuni sono infertilità endometriti e sono causa di aborti spontanei e sviluppo insufficiente del feto. Se viene trasmesso anche all’uomo si possono verificare prostratiti, pielonefriti e disturbi della fertilità.

Il tampone vaginale in gravidanza

Il tampone vaginale potrebbe essere richiesto anche in gravidanza. Questo perché alcuni tipi di infezioni durante tale periodo potrebbero causare seri problemi al feto. Tra questi vi sono l’infezione da Trichomonas, lo streptococco beta emolitico e la Candida. Per alcuni tipi di infezioni (come lo streptococco) potrebbe essere anche richiesto un tampone rettale. Generalmente tali esami vengono richiesti non prima della 36esima settimana di gravidanza.

Cosa viene rilevato durante un tampone vaginale

Il tampone con la secrezione vaginale viene inserito in un apposito contenitore, strisciato su un vetrino e inviato immediatamente al laboratorio per un’analisi microbiologica – il quale darà i risultati entro pochi giorni. Durante la prima fase viene misurato il pH vaginale che si aggira intorno al 4 in condizioni di salute. Dopo aver ottenuto la misurazione del pH si esegue la colorazione Gram, che ha lo scopo di verificare l’alterazione della flora batterica, un’eventuale infezione fungina (Candida), batterica (Streptococco, Ureaplasma urealitycum, Stafilococco, Micoplasma hominis, Gardnerella vaginalis, Candida, Chlamydia) o da protozoi (Trichomonas vaginalis). L’esame inoltre considera la quantità di lattobacilli e l’eventuale presenza di leucociti.

Differenza tra tampone vaginale e cervico-vaginale

Spesso quando si parla di tampone vaginale si intende quello cervico-vaginale, ma può essere eseguito anche solo uno o solo l’altro. La differenza sostanziale è che quello cervicale coinvolge anche il collo uterino (cervice uterina). E può essere utile per diagnosticare la gonorresa, la clamidia, il micoplasma e il papilloma virus.

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