Coronavirus

Coronavirus più pericoloso di quello che si pensava: colpisce tutti gli organi

Una malattia nuova, molto più pericolosa di ciò che abbiamo sempre pensato. Non colpisce solo polmoni come inizialmente si pensava. Ma anche cuore, reni, cervello, vasi sanguigni e occhi. È questo lo sbalorditivo risultato ottenuto da una recente ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Science. Ecco i dettagli dello studio.

Milioni di casi in tutto il mondo

I casi verificati (in tutto il mondo) di pazienti affetti da Coronavirus stanno superando i due milioni, con oltre 150mila persone decedute. Un virus feroce che non risparmia nessuno e che, a quanto pare, è molto più dannoso di ciò che si credeva in origine. «Può attaccare quasi tutto il corpo con conseguenze devastanti», spiega il cardiologo Harlan Krumholz dell’Università di Yale e del Yale-New Haven Hospital, che sta conducendo numerose indagini per raccogliere dati clinici su COVID-19». La sua ferocia è mozzafiato e umiliante».

Cosa accade ai pazienti affetti da Coronavirus?

I pazienti manifestano un’attività immunitaria eccessiva, una carenza di ossigeno e gravi sintomi respiratori e cardiaci. Ma gli organi colpiti sono moltissimi, quindi «adottare un approccio sistemico può essere utile quando iniziamo a pensare alle terapie», afferma Nilam Mangalmurti dell’Ospedale dell’Università della Pennsylvania (HUP). Il virus, a detta degli scienziati, si comporta come nessun altro patogeno visto sulla faccia della terra. «Dobbiamo mantenere una mente molto aperta mentre questo fenomeno va avanti», dichiara Nancy Reau, un medico che ha curato i pazienti COVID-19 presso il Rush University Medical Center. «Stiamo ancora imparando».

Inizia dal naso e gola e poi…

L’infezione del nuovo Coronavirus inizia dall’inalazione attraverso le prime vie respiratorie. Secondo recenti studi la sua diffusione parte attraverso il rivestimento che si trova all’interno del naso per colpire in modo selettivo tutte le cellule ricche di un recettore chiamato enzima di conversione dell’angiotensina 2 (ACE2). L’ACE2, ha lo scopo di regolare la pressione sanguigna e segnare i tessuti vulnerabili alle infezioni. Quando si viene colpiti dal virus, tuttavia, esso riesce a fare miliardi di copie di se stesso invadendo la maggior parte delle cellule del nostro corpo. Da quel momento iniziano i primi sintomi: tosse secca, mal di gola, perdita di olfatto, mal di testa, dolori muscolari e febbre.

Le difese del corpo

A questo punto il sistema immunitario deve imparare a difendersi dal nuovo virus, in alternativa attaccherà i polmoni e la trachea. In tali zone sono presenti degli alveoli che contengono moltissime cellule ricche di ACE 2. «Normalmente, l’ossigeno attraversa gli alveoli nei capillari, piccoli vasi sanguigni che si trovano accanto alle sacche d’aria – si legge su Science – l’ossigeno viene quindi trasportato nel resto del corpo. Ma mentre il sistema immunitario guerreggia con l’invasore, la stessa battaglia interrompe questo sano trasferimento di ossigeno. I globuli bianchi in prima linea rilasciano molecole infiammatorie chiamate chemiochine, che a loro volta convocano più cellule immunitarie che colpiscono e uccidono le cellule infette da virus, lasciando dietro di sé uno stufato di fluidi e cellule morte. Questa è la patologia di base della polmonite, con i suoi sintomi corrispondenti: tosse; febbre; e respirazione rapida e superficiale. Alcuni pazienti con COVID-19 guariscono, a volte senza più supporto dell’ossigeno inspirato attraverso le punte nasali». Nei casi più gravi si può manifestare la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) un problema che necessita un intervento urgente e respiratori meccanici. Dalle autopsie dei deceduti si possono notare gli alveoli polmonari pieni di liquidi, muco, globuli bianchi e cellule polmonari distrutte.

Il coronavirus colpisce tutti gli organi

Se si sopravvive ma la situazione diventa grave il virus colpirà tutti gli organi:

Reni Il virus può attaccare i reni o causare grave insufficienza renale

Intestino Il virus può infettare il tratto gastrointestinale inferiore, ricco di recettori dell’enzima 2 (ACE2) che converte l’angiotesina. Circa il 20% o più dei pazienti ha la diarrea.

Polmoni I pazienti tossiscono, la febbre aumenta e la respirazione diventa faticosa.

Cuore e vasi sanguigni Il virus entra nelle cellule, probabilmente includendo quelli che rivestono i vasi sanguigni, legandosi ai recettori ACE2 sulla superficie cellulare. L’infezione può anche favorire la formazione di coaguli di sangue, infarti e danni cardiaci.

Cervello I pazienti, ancor prima di sviluppare i sintomi tipici, possono accusare confusione mentale, delirio, convulsioni e infiammazione cerebrale.

Fegato Il virus può causare lesioni al fegato o alle vie biliari

La risposta infiammatoria al virus

Studi recenti hanno mostrato livelli molto elevati di citochine nel corpo in risposta al Coromavirus. «La vera morbilità e mortalità di questa malattia è probabilmente guidata da questa risposta infiammatoria sproporzionata al virus» spiega Jamie Garfield, pneumologo al Temple University Hospital. Altri, tuttavia, la pensano diversamente: «Sembra esserci stata una mossa rapida per associare COVID-19 a questi stati iperinfiammatori. Non ho mai visto dati convincenti», dichiara Joseph Levitt, medico alla Stanford University School of Medicine. Al momento vengono testati numerosi farmaci per ridurre la tempesta di citochine ma «esiste il rischio reale di aumentare replicazione virale», afferma Levitt.

Un caso italiano

Su Science è stato riportato un case studio verificatosi proprio in Italia, a Brescia. Una donna di 53 anni è entrata al pronto soccorso con evidenti sintomi cardiaci (evidenti anche all’elettrocardiogramma). I Marker sierologici mostravano danni al cuore. Vi erano anche cicatrici e aumento delle dimensioni del ventricolo sinistro che non permettevano di pompare una quantità normale di sangue. Tutto, quindi, faceva pensare a un naturale attacco cardiaco. Tuttavia, quando i medici hanno iniettato colorante nelle arterie polmonari, queste erano completamente pulite. Non c’era assolutamente nessun segno di blocco. Il danno al cuore, si è scoperto dopo, era stato causato dal virus. «Il modo in cui il virus attacca il cuore e i vasi sanguigni è un mistero, ma decine di prestampe e documenti attestano che tale danno è comune. Un documento del 25 marzo su JAMA Cardiology ha evidenziato danni cardiaci in quasi il 20% dei pazienti su 416 ricoverati in ospedale per COVID-19 a Wuhan, in Cina. In un altro studio di Wuhan, il 44% dei 36 pazienti ricoverati in terapia intensiva aveva aritmie» si legge su Science.

Coaguli di sangue nei polmoni

D’altro canto, si sono anche verificati casi in cui i coaguli di sangue siano arrivati ai polmoni bloccando le arterie vitali e causando, di fatto, un’embolia polmonare. In altri pazienti si sono verificati ictus. Molti pazienti, infatti, hanno mostrato un aumento drammatico di D-dimero, un sottoprodotto dei coaguli di sangue. «Più guardiamo, più è probabile che i coaguli di sangue siano un attore importante nella gravità e nella mortalità della malattia da COVID-19», afferma Bikdeli. È possibile che si manifesti anche ischemia nella dita delle mani e nei piedi e morte dei tessuti. Di contro, i dati mostrano un numero enorme di persone asintomatiche. «Siamo ancora all’inizio. Non capiamo davvero chi sia vulnerabile, perché alcune persone ne siano colpite così gravemente, perché accada così rapidamente … e perché sia ​​così difficile per alcuni riprendersi», concludono gli scienziati.

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Fonti scientifiche

How does coronavirus kill? Clinicians trace a ferocious rampage through the body, from brain to toes –  Meredith Wadman, Jennifer Couzin-Frankel, Jocelyn Kaiser, Catherine Matacic – Science

Clinical features of patients infected with 2019 novel coronavirus in Wuhan, China – Pubmed

Liver injury in COVID-19: management and challenges – Lancet Gastroenterol Hepato

Clinical Features of COVID-19 Related Liver Damage – Zhenyu Fan, Liping Chen, Jun Li, Cheng Tian, Yajun Zhang, Shaoping Huang, Zhanju Liu, Jilin Cheng – doi: https://doi.org/10.1101/2020.02.26.20026971

Tissue distribution of ACE2 protein, the functional receptor for SARS coronavirus. A first step in understanding SARS pathogenesis – Hamming, Timens W, Bulthuis ML, Lely AT, Navis G, van Goor H. J Pathol.

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