Coronavirus, il virus che sta mettendo in ginocchio la Cina. Tutto ciò che devi sapere

Un tipo di Coronavirus, un patogeno fino a poco tempo fa sconosciuto, ha contagiato diverse persone in Cina, specie nella città di Wuhan. Tra gli oltre 800 pazienti affetti dal virus respiratorio, 26 sono deceduti. Ieri, in Italia, il primo caso sospetto a Bari. La paziente, al momento, è ancora in isolamento ma è probabile che venga dimessa nel giro di 48 ore. Ecco tutto ciò che sappiamo sul Coronavirus.

Coronavirus, l’aggiornamento su Epicentro

Esce oggi su “Epicentro” – si legga in una nota dell’Istituto Superiore di Sanità – un primo aggiornamento sul nuovo Coronavirus recentemente emerso in Cina, nella città di Wuhan. Questo virus, che avrebbe fatto un salto di specie dall’animale all’uomo, si trasmette ora da persona a persona per contatto ravvicinato. Informazioni sulla sua contagiosità, sulla diffusione del focolaio iniziale e sulla gravità clinica non sono ancora definitive e vengono continuamente aggiornate.

I sintomi del Coronavirus

Il virus, comunque, sembra causare soprattutto polmoniti, ma non è noto quale sia la proporzione di casi più lievi. Singoli pazienti infetti provenienti da Wuhan sono stati prontamente identificati e sottoposti a isolamento in diverse città asiatiche e negli USA. Nel frattempo, la Cina ha deciso misure restrittive sui viaggi nazionali e internazionali per circoscrivere il focolaio epidemico. In attesa di raccomandazioni più precise da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il nostro Paese ha già messo in atto iniziative di prevenzione e controllo sui passeggeri in arrivo dalle zone colpite. Sebbene la situazione non sia tale da generare un allarme generale, è tuttavia il caso di essere particolarmente prudenti e seguire l’evoluzione dei focolai con particolare attenzione. A tal fine contiamo di fornire il nostro contributo anche informando la popolazione con obiettività scientifica – conclude la nota – poiché la corretta informazione è parte di una appropriata strategia di prevenzione.

Coronavirus notificato a fine dicembre

ll 31 dicembre 2019, le autorità sanitarie cinesi hanno notificato un focolaio di casi di polmonite ad eziologia non nota nella città di Wuhan (Cina). Molti dei casi iniziali hanno riferito un’esposizione al Wuhan’s South China Seafood City market (mercato del pesce cittadino dove erano comunque esposti altri animali vivi). Il 9 gennaio 2020, il China CDC ha identificato un nuovo coronavirus (2019-nCoV) come causa eziologica di queste patologie. Le autorità sanitarie cinesi hanno inoltre confermato la trasmissione inter-umana del virus.

Coronavirus, non solo in Cina

Al 20 gennaio 2020, secondo il risk assessment pubblicato il 22 gennaio dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), sono stati notificati complessivamente 295 casi confermati di infezione da 2019-nCoV, e 4 decessi. Di questi, 291 casi si sono verificati in Cina (270 casi nella città di Wuhan – tra cui 15 operatori sanitari, 5 casi a Pechino, 14 casi nel Guangdong e due a Shanghai). Quattro casi associati a viaggi sono stati notificati in Tailandia (2), Giappone (1) e Corea del Sud (1). Bisogna tuttavia ricordare che queste cifre sono sottostimate rispetto alla reale diffusione del virus nell’area colpita. Rimangono molte incertezze relativamente alla virulenza/patogenicità del 2019-nCoV, alle modalità di trasmissione, al reservoir e alla fonte di infezione.

Trasmissione limitata?

Presumendo che la trasmissione interumana sia limitata e che siano applicate in modo tempestivo e rigoroso misure di prevenzione e controllo delle infezioni nella gestione clinica di casi importati, l’ECDC valuta molto bassa la probabilità di una ulteriore trasmissione in ambito comunitario in EU/EEA. Considerando, tuttavia, le modalità di trasmissione di altri coronavirus (SARS-CoV e MERS-CoV), l’osservanza rigorosa di queste misure è considerata essenziale. Pertanto, l’ECDC valuta come potenzialmente elevato l’impatto di un caso importato di infezione da 2019-nCoV in un Paese EU/EEA in cui non vengano applicate adeguate misure di prevenzione e controllo delle infezioni.

Coronavirus. I consigli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) non raccomanda alcuna restrizione a viaggi o a rotte commerciali.

Le raccomandazioni dell’OMS per il Coronavirus

evitare il contatto stretto con soggetti affetti da infezioni respiratorie acute

lavare frequentemente le mani, in particolare dopo contatto con persone malate o con il loro ambiente

evitare contatti non protetti con animali di fattoria o selvatici

persone con sintomi di infezione acuta delle vie aeree dovrebbero mantenersi a distanza, coprire colpi di tosse o starnuti con fazzoletti usa e getta o con i vestiti e lavarsi le mani

rafforzare, in particolare nei pronto soccorso e nei dipartimenti di medicina d’urgenza, le misure standard di prevenzione e controllo delle infezioni.

Interventi in Italia

Il ministro della Salute ha riunito la task force per coordinare gli interventi nel nostro Paese composta dalla Direzione generale per la prevenzione, dalle altre direzioni competenti, dai Carabinieri dei NAS, dall’Istituto Superiore di Sanità, dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, dall’Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera), dall’Agenzia italiana del Farmaco, dall’Agenas e dal Consigliere diplomatico. Come previsto dal Regolamento Sanitario Internazionale (2005) (RSI), è stata rafforzata la sorveglianza dei passeggeri di voli diretti provenienti da Wuhan (e di ogni altro volo con segnalati casi sospetti di 2019-nCoV). In particolare, presso l’aeroporto di Fiumicino di Roma è in vigore una procedura sanitaria, gestita dall’USMAF SASN, per verificare l’eventuale presenza a bordo degli aeromobili provenienti da Wuhan di casi sintomatici sospetti e il loro eventuale trasferimento in bio-contenimento all’Istituto Nazionale Malattie Infettive L. Spallanzani di Roma.

Coronavirus. Aggiornamento sul caso di Bari

Il caso sospetto di Coronavirus riguarda una cantante di Bari tornata nella sua città dopo un tour in Oriente. L’allarme, tuttavia, sembra rientrato. La donna non avrebbe contratto il Coronavirus come ipotizzato ma ulteriori accertamenti sono ancora in corso. «Le condizioni sono assolutamente stabili e rassicuranti. In questo momento è ancora in isolamento da contatto e respiratorio. La paziente viene curata per quella che è la patologia che ha presentato e ci auguriamo che nei prossimi giorni potremo tranquillamente riportarla a una condizione di normale trattamento», ha dichiarato Giovanni Migliore, direttore generale del Policlinico di Bari. La donna sarebbe positiva al micoplasma pneumoniae e negativa a virus cinese. Se le indagini cliniche verranno confermate, a breve potrà tornare a casa e continuare la terapia al proprio domicilio.

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