Justin Bieber ha la malattia di Lyme. Cos’è la malattia di Lyme e come si trasmette

Lo ha annunciato, poche ore fa, la BBC: Justin Bieber sarebbe affetto dalla malattia di Lyme, una condizione pericolosa che – in alcuni (rari) casi – può portare anche alla morte.  Sembra che il cantante canadese soffrisse da tempo di un’infezione virale cronica non ben diagnosticata. «Ho passato un paio d’anni molto difficili», scrive sul suo profilo Instagram. Erano in tanti, tuttavia, ad asserire che avesse problemi con la droga.

Justin Bieber affetto da malattia di Lyme. Il post su Instagram

«Molte persone continuavano a dire che Justin Bieber era una merda, che ero sotto metanfetamine, ma non si sono rese conto che recentemente mi è stata diagnosticata la malattia di Lyme, e anche una mononucleosi cronica che ha colpito la mia pelle, le funzioni del cervello e la mia salute in generale», ha dichiarato il cantante. Sono stati in molti, tuttavia, a minimizzare la gravità della situazione della salute di Justin Bieber ma la moglie, la modella Hailey Bieber, ha difeso il marito sui social.

Justin Bieber e la Malattia di Lyme. Un documentario su Youtube

Justin Bieber ha detto che sta ricevendo un trattamento che lo aiuterà a combattere questa temibile malattia. Nel frattempo, sta realizzando alcuni documentari su YouTube che racconteranno la sua terribile esperienza e altri dettagli della sua vita che nessuno ancora conosce.

Cos’è la malattia di Lyme e come si trasmette

La malattia di Lyme è una malattia di infezione batterica spesso trasmessa dalle zecche. Questi minuscoli esserini sono praticamente ovunque – specie in campagna e in montagna, luoghi in cui l’erba è generalmente molto alta. Le persone più a rischio, tuttavia, sono quelle che possiedono cani. Le zecche, infatti, si attaccano con estrema facilità al pelo dell’animale e possono trasferirsi sull’essere umano.

Cos’è la malattia di Lyme?

La patologia ha origine batterica. Appartiene al gruppo delle cosiddette antropozoonosi, ovvero delle malattie che vengono trasmesse dagli animali all’uomo. Sembra una malattia poco diffusa ma non è affatto così. Secondo quando riferito dal New York Times, infatti, è «la malattia infettiva che si diffonde più rapidamente, dopo l’AIDS». Tuttavia, questi dati si riferiscono agli Stati Uniti. La buona notizia è che in Italia non pare ci sia una vera e propria emergenza. Le regioni più colpite in ogni caso sono la Liguria e il Trentino Alto Adige.

Come avviene l’infezione da malattia di Lyme

Il batterio responsabile della malattia di Lyme è un microorganismo spiraliforme denominato Borrelia burgdorferi (Borrelia burgdorferi sensu striato, Borrelia afzelii, Borrelia garinii). Ecco il motivo per cui il morbo di Lyme è anche definito borelliosi. Oltre ai cani, i principali veicoli d’infezione possono essere gli animali selvatici come roditori, caprioli, cervi, volpi o lepri. Il patogeno infesta, in primis, le povere zecche le quali possono successivamente entrare in contatto con l’uomo e trasmettere la patologia agli esseri umani. Una volta infettata, la persona viene colpita a livello cutaneo e alle articolazioni. Nei casi più gravi però, può coinvolgere anche sistema nervoso e altri organi.

I sintomi della malattia di Lyme

I sintomi, come tutte le malattie infettive, si verificano solo dopo il periodo di incubazione che varia dai 4 ai 25 giorni. La manifestazione iniziale più tipica è un eritema che migra in varie parti del corpo fino a diventare una macchia estesa. Poco dopo possono insorgere dolori articolari, muscolari, febbre, stanchezza e rigidità del collo. Se non si interviene precocemente si possono presentare disturbi cardiaci e neurologici.

Meningite da malattia di Lyme

Pur trattandosi di una condizione estremamente rara, in alcuni casi a seguito dell’infezione, si può presentare la meningite asettica (meningite di origine non batterica). Ma può anche portare a un’infiammazione delle radici nervose cervicali, a forti acufeni e paralisi di Bell. Sono stati anche riportati casi di calo di memoria e variazioni comportamentali. È importante ricordare che, purtroppo, il batterio non dà immunità, quindi la Malattia di Lyme può essere contratta diverse volte nell’arco della vita.

Riconoscere la malattia di Lyme

Più spesso all’esordio della malattia i sintomi possono essere confusi con una banale influenza. Se questi si presentano dopo essere stati in campagna o nel bosco è consigliabile controllare a tappeto ogni zona della cute per verificare la presenza di un’eventuale zecca. Inizialmente sono minuscole, ma quando sono piene di sangue diventano decisamente più grandi. Quindi facilmente visibili.

Gli esami del sangue per la malattia di Lyme

Esistono degli esami del sangue – ELISA o IFA per la ricerca di anticorpi anti-Borrelia – per determinare l’infezione. E’ importante sottolineare, però che si tratta di test poco sicuri che possono dare molti falsi positivi o negativi.

La cura per la malattia di Lyme

Al momento non esistono particolari cure. L’unica possibile è quella antibiotica che andrebbe, però, eseguita immediatamente per evitare complicazioni. In tal senso, tuttavia, ci sono molti pareri contrastanti. Sono molti gli esperti, infatti, a sconsigliare la somministrazione antibiotica. Secondo la circolare n. 10 del 13 luglio 2000 (Malattie trasmesse da zecche: cenni di epidemiologia – misure di prevenzione. Dal sito del Ministero della Salute), assumere un antibiotico precocemente potrebbe falsare la diagnosi. Infine, ci sono nuove speranze della Yale University, che pare aver ideato un vaccino sperimentale per prevenire la malattia di Lyme. Tale vaccino stimola il sistema immunitario a produrre anticorpi contro la patologia.

Estrarre le zecche per evitare la malattia di Lyme

Se la zecca viene estratta immediatamente le probabilità di contrarre la malattia di Lyme scendono vertiginosamente. Questo piccolo esserino infatti, impiega circa 12-24 ore per terminare la digestione del sangue umano e riversare, nel caso, il batterio nel torrente ematico. La zecca, una volta rilevata, si può estrarre facilmente con delle piccole pinzette. L’intervento si deve eseguire con estrema delicatezza e attenzione per non correre il rischio di lasciare l’apparato buccale all’interno della nostra cute. Altra raccomandazione è quella di non schiacciare l’insetto se è pieno di sangue: si rischierebbe di far entrare in circolo l’eventuale batterio. Ricordiamo, infine, che non tutte le zecche sono portatrici di malattia di Lyme.

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