2020 anno di svolta per l’Alzheimer. Il vaccino che sconfiggerà la malattia

Dall’Australia un nuovo – potenziale – vaccino contro la demenza. I primi test, condotti sugli animali, sembrano aver già dato risultati positivi. E la speranza è che entro il prossimo decennio molte persone siano finalmente protette da una delle più temute malattie dell’ultimo secolo: l’Alzheimer.

Un farmaco che inverte gli effetti della demenza e Alzheimer

Non un farmaco qualunque, quindi, quello che stanno sperimentando gli scienziati, ma un vero e proprio medicinale estremamente rivoluzionario che permetterà di invertire gli effetti della demenza come la perdita di memoria. Il potenziale è incredibile: potrebbe anche prevenire l’Alzheimer nelle persone predisposte.

Un vaccino contro l’Alzheimer: un progetto ultraventennale

Il farmaco è stato sviluppato da un team di diversi scienziati australiani tra cui Nikolai Petrovsky della Flinders University del South Australia. Il progetto, della durata ventennale, è stato reso possibile grazie al sostegno economico del governo degli Stati Uniti.

Come funziona il vaccino contro l’Alzheimer

Il vaccino è stato concepito in maniera tale da consentire agli anticorpi dell’organismo umano di rilevare e invertire le tipiche formazioni cerebrali associate alla demenza eall’ Alzheimer. Al momento sono già disponibili alcuni farmaci in grado di ridurre i sintomi ma nessuno possiede un potenziale così elevato. In sintesi, il nuovo trattamento intende rimuovere le placche di beta-amiloide (Aβ) accumulate e i grovigli neurofibrillari composti dalla proteina tau iperfosforilata, che insieme portano alla neurodegenerazione e al declino cognitivo tipico della malattia di Alzheimer.

Vaccino contro l’Alzheimer, quando sarà disponibile

Secondo Petrovsky, ci sono buone probabilità che in meno di cinque anni il vaccino sarà già disponibile sul mercato italiano, ma potrebbero volerci anche dieci anni. «Questo non è l’inizio del viaggio, è la fine», ha dichiarato lo scienziato Daily Telegraph. «Questo vaccino potrebbe essere rivoluzionario. Non è qualcosa che sarà disponibile domani, ma è un passo emozionante nella giusta direzione».

I test del vaccino contro l’Alzheimer

Il professore dell’Istituto di medicina molecolare Anahit Ghochikyan e i professori associati Hvat Davtyan e Mathew Blurton-Jones dell’UCI hanno testato i vaccini universali basati sulla piattaforma MultiTEP formulati nel laboratorio australiano del professor Petrovsky. Le possibili nuove terapie sono state recentemente testate nei topi bigenici. «Nel loro insieme, questi risultati giustificano l’ulteriore sviluppo di questa strategia di doppia vaccinazione basata sulla tecnologia MultiTEP per i test finali sulla malattia di Alzheimer umana», spiegano il professor Ghochikyan e Blurton-Jones. «Il nostro approccio sta cercando di superare i precedenti blocchi nella ricerca di una terapia in grado di rallentare l’accumulo di molecole di Aβ / tau e ritardare la progressione dell’Alzheimer in un numero crescente di persone in tutto il mondo», afferma il professor Petrovsky.

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Gli anticorpi che riducono il declino nei malati di Alzheimer

Aducanumab, un anticorpo monoclonale umano, ha dimostrato di ridurre il declino clinico nei pazienti affetti da Alzheimer precoce. Tuttavia, è importante sottolineare che non potrà essere usato come misura preventiva in soggetti sani a causa della necessità di una somministrazione frequente (mensile) di alte concentrazioni di immunoterapici.

Il problema dell’Alzheimer

L’Alzheimer, sostiene Petrovsky, è uno dei più grandi problemi di salute del genere umano e non farà altro che peggiorare. Ecco il motivo per cui è fondamentale che la scienza trovi al più presto una cura disponibile. La malattia, infatti, è la principale causa di morte nelle donne australiane (e non solo) e la seconda causa di morte in tutti la popolazione. Ogni giorno vengono fatte oltre 250 diagnosi di demenza. In Italia si pensa ci siano oltre 600mila persone affette dall’Alzheimer.

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Fonti scientifiche

Testing a MultiTEP-based combination vaccine to reduce Aβ and tau pathology in Tau22/5xFAD bigenic mice (2019) by H Davtyan, A Hovakimyan, SK Shabestari, T Antonyan, MA Coburn, K Zagorski, G Chailyan, I Petrushina, O Svystun, E Danhash, N Petrovsky, DH Cribbs, MG Agadjanvan, M Blurton-Jones and A Ghochikyan, has been published in Alzheimer’s Research & Therapy (BMC, Springer Nature). DOI: 10.1186/s13195-019-0556-2

A MultiTEP platform-based epitope vaccine targeting the phosphatase activating domain (PAD) of tau: therapeutic efficacy in PS19 mice (2019) –  Scientific Reports

Possible dementia vaccine closer after mice studies. Human trials tipped within two years – FLINDERS UNIVERSITY

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