Allergie alimentari, la colpa è del microbioma (e del parto cesareo)

Le allergie alimentari niente hanno a che vedere con le cosiddette intolleranze alimentari i cui pareri in merito sono decisamente contrastanti. Le allergie, al contrario, sono provabili e ripetibili attraverso accurati test scientifici. Ma la domanda che da tempo si pongono gli scienziati è: cosa c’è alla base delle allergie alimentari? La risposta arriva in un articolo pubblicato sulla rivista dell’American Gastroenterological Association: la causa sembra risiedere nel microbioma intestinale.

Allergie alimentari e microbioma

«È importante sapere cosa predice o aumenta il rischio di sensibilità alimentare perché prevede quali bambini svilupperanno asma e altri tipi di allergie», spiega Anita Kozyrskyj, professore di pediatria presso la Facoltà di medicina e odontoiatria dell’Università di Alberta e professore a contratto nella School of Public Health. Durante lo studio i ricercatori hanno preso in esame i batteri intestinali di oltre 1.400 neonati provenienti da uno studio di coorte denominato CHILD Cohort Study. Sono stati quindi analizzati campioni fecali raccolti a tre o quattro mesi di età e poi, di nuovo, a un anno. Dai risultati è emerso che vi sono quattro traiettorie tipiche per lo sviluppo batterico, tra cui anche livelli estremamente bassi di Bacteroides. Tale batterio è noto da tempo per la sua importanza con il sistema immunitario. Si tratta di un problema rilevato soprattutto nei bambini nati con parto cesareo. Tutti i partecipanti allo studio sono poi stati sottoposti a prick test cutanei a un anno e a tre anni di età allo scopo di rilevare eventuali allergie alimentari come, per esempio, uova latte e arachidi. Gli scienziati hanno poi scoperto che chi aveva livelli drasticamente bassi di Bacteroides aveva anche un rischio triplicato di sviluppare allergie alimentari entro i tre anni di età. Il rischio aumentava di otto volte – specie se si trattava di allergie alle arachidi – se gli stessi bambini erano nati da madri di discendenza asiatica.

Allergie alle arachidi e taglio cesareo

«Abbiamo osservato che c’era un’associazione tra etnia asiatica e sensibilità alle arachidi, e quindi l’analisi di mediazione ha fornito ulteriori prove per l’associazione causale con il taglio cesareo», ha spiegato Kozyrskyj, sottolineando che è il primo studio a identificare questo collegamento. Il team ha effettuato ulteriori analisi statistiche per cercare quelli che sono noti come “mediazione” o effetti causali tra l’esposizione e il risultato. I bambini con bassi livelli di Bacteroides mostravano anche una riduzione di sfingolipidi. Si tratta di proteine ​​ fondamentali per lo sviluppo cellulare e la segnalazione in molte parti del corpo, compreso il sistema immunitario. E’ importante sottolineare che il microbiota intestinale è la principale fonte di queste proteine. «I bambini che hanno questa carenza nelle loro cellule immunitarie possono avere maggiori probabilità di sviluppare allergie alimentari. Come il microbiota intestinale si sta sviluppando, così è il sistema immunitario dell’intestino, addestrando l’intestino a reagire agli agenti patogeni e ad essere tollerante nei confronti del cibo di cui abbiamo bisogno», ha detto Kozyrskyj, ricercatore del laboratorio SyMBIOTA (Synergy in Microbiota). I bambini che soffrono di allergie alimentari sono a maggior rischio di sviluppare asma, respiro sibilante, eczema e rinite allergica in età adulta. «Il tasso complessivo di allergie è in aumento nei paesi occidentali ed è probabilmente legato a fattori ambientali». Kozyrskyj studia da tempo l’impatto dell’uso di antibiotici materni e infantili, la modalità di nascita e l’allattamento al seno sulla composizione del microbiota intestinale nei neonati.

Dieta, alimentazione e allergie alimentari

«In Cina le allergie alimentari sono rare, ma coloro che immigrano in Canada affrontano un rischio più elevato e una forma più grave di malattia allergica. È probabilmente correlato a un cambiamento nella dieta e nell’ambiente. Precedenti ricerche condotte sempre dal team di Kozyrskyj hanno dimostrato come i bambini nati con taglio cesareo non ottengono lo stesso trasferimento benefico del microbiota dalla madre rispetto ai bambini nati con parto vaginale. «Gli studi che cercano di mitigare questo problema somministrando probiotici ai bambini con taglio cesareo o addirittura tamponandoli con i batteri vaginali della madre non hanno avuto il successo sperato. Il percorso migliore è evitare il parto cesareo a meno che non sia necessario dal punto di vista medico. Con questa prova a portata di mano, il genitore e l’ostetrica potrebbero scegliere una modalità di nascita diversa», conclude Kozyrskyj.

La ricerca è stata resa possibile grazie a un finanziamento del Canadian Institutes of Health Research, Alberta Innovates e Allergy, Genes, and Environment Network (AllerGen) Network. I partner di finanziamento per lo studio di coorte CHILD includono lo Stollery Children’s Hospital Foundation e la Alberta Women’s Health Foundation attraverso il Women and Children Health Research Institute.

Fonti scientifiche

Hein M. Tun, Ye Peng, Bolin Chen, Theodore B. Konya, Nadia.P. Morales-Lizcano, Radha Chari, Catherine J. Field, David S. Guttman, Allan B. Becker, Piush J. Mandhane, Theo J. Moraes, Malcolm R. Sears, Stuart E. Turvey, Padmaja Subbarao, Elinor Simons, James A. Scott, Anita L. Kozyrskyj. Ethnicity associations with food sensitization are mediated by gut microbiota development in the first year of lifeGastroenterology, 2021; DOI: 10.1053/j.gastro.2021.03.016

Causal link found between food allergies and changes to infant gut bacteria due to method of childbirth, mother’s ethnicity – Babies born by caesarean section to mothers of Asian descent are eight times more likely to develop peanut allergy by age three, study shows. – UNIVERSITY OF ALBERTA

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