I mali del fumo passivo

Fumare fa male, questo è risaputo, ma sapevi che anche il fumo passivo è un’arma “invisibile” pericolosissima?

Ma facciamo un passo indietro: cos’è il fumo passivo?

Sostanzialmente si tratta del fumo che respiriamo quando qualcuno si accende una sigaretta ma può trattarsi anche dell’aria “infetta” di una zona fumatori.

Diverso è il discorso della sigaretta elettronica, cui ad esempio l’azienda KIWI è leader di settore, con caratteristiche e funzionamento leggermente diverso.

Le classiche sigarette possono infatti trasformare il nostro salotto di casa o addirittura l’interno della nostra automobile in una vera e propria camera a gas. Ciò che si dovrebbe fare al giorno d’oggi è estendere la norma dei divieti di fumo in tutti i luoghi al chiuso o particolarmente affollati.

Soltanto cosi possiamo tutelare le persone e la loro salute.

Ma in che modo il fumo passivo è dannoso?

La domanda sorge spontanea, d’altronde si potrebbe pensare che non inalando direttamente la sigaretta e i suoi componenti siamo immuni da malattie o complicanze per il nostro corpo.

Invece le cose sono ben diverse.

Innanzitutto ne risentono i nostri polmoni che respirano aria non completamente pulita, intaccando le vie respiratorie. Inoltre il fumo passivo è una delle principali cause di tumore e provoca nel mondo circa 600.000 morti l’anno.

Numeri da capogiro se pensiamo al doppio dei danni che ha un fumatore attivo.

L’assurdità è che spesso la nostra attività di fumatori “passivi” comincia in tenera età. Se i nostri genitori infatti sono dei fumatori, irrimediabilmente anche le mura di casa nostra, l’automobile e tutti i nostri spostamenti saranno stati soggetti a momenti di fumo passivo.

Questo comporta vivere in un ambiente poco sano che nel tempo può portare a tumori polmonari, al colon retto ma anche al seno.

Ebbene sì, anche nelle donne le conseguenze del fumo possono essere disastrose, con numeri che non lasciano scampo neanche qui in Italia: su 10 italiani fumatori ben 8 sono irrimediabilmente compromessi dal fumo.

Ma quanto fa male il fumo passivo?

Davvero tanto. Pensiamo solo a malattie come l’asma o gli infarti. I tumori non sono gli unici mali provenienti dal fumo, come accennato nei precedenti paragrafi l’intero corpo è in stato di pericolo. Il fumo passivo può aumentare dal 20% fino all’80% le possibilità di incorrere a una di queste patologie.

Tra l’altro c’è da sfatare anche un altro mito quello del:”numero massimo di sigarette che non fa male”.

Una credenza scolaresca quanto banale.

Ricordiamoci infatti che le scorie delle sigarette si accumulano anche a distanza di tempo nel nostro corpo, non esiste un numero minimo o massimo di sigarette tali per cui il nostro organismo è esente da danni, a maggior ragione il fumatore passivo che si trova alla mercé di quello attivo se gli è vicino.

È stato calcolato che ogni 15 sigarette il nostro corpo subisce delle mutazioni a livello cellulare, questo non significa che tutti i soggetti interessati sviluppino una malattia dopo questo numero.

Essendo gli esseri umani diversi tra loro dare delle stime diventa impossibile.

Una cosa è certa se il fumo attivo fa male quello passivo non è esente da danni e a maggior ragione, data la poca attenzione sull’argomento, ci si dovrebbe informare al massimo e sensibilizzare chi ci circonda sui danni di questa brutta attività.

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