il luogo più a rischio covid, il supermercato

Il posto più a rischio Covid? Il supermercato. Ecco perché

Qual è il posto più pericoloso quando si parla di Coronavirus? Secondo una recente ricerca condotta dalla Public Health England (PHE), sarebbe il supermercato. Per arrivare a tali conclusioni è stato eseguito il tracciamento di oltre 100mila persone positive.

Rischio contagio Covid al supermercato

I risultati sono emersi analizzando contatti e spostamenti di circa 128mila persone, nell’arco di una settimana – quella dal 9 al 15 novembre 2020. Tutte le persone prese in esame avevano scaricato l’app NHS Test and Trace, applicazione simile all’app immuni.

Perché proprio il supermercato?

Il supermercato è quello risultato più “pericoloso” in termini di contagi. Tutto ciò potrebbe anche essere dovuto al fatto che è il luogo in cui ci rechiamo di più quando c’è un lockdown. Secondo i dati ottenuti il 18,6 percento dei positivi si era recato al supermercato nei possibili giorni di contagio. Va da sé che il problema, come sempre, non sono le persone contagiate, ma quelle asintomatiche (che non sanno di aver contratto il coronavirus) dalle quali è davvero difficile potersi difendere.

Dobbiamo avere paura del supermercato?

Sicuramente no. Ma dobbiamo porre attenzione e non sottovalutare mai la pericolosità del virus. «I dati di esposizione comuni non dimostrano dove le persone stanno contraendo il Covid-19. Mostrano semplicemente dove sono state le persone che sono risultate positive nei giorni precedenti il ​​loro test e questo viene utilizzato per aiutare a identificare possibili focolai», ha dichiarato Isabel Oliver direttrice del National Infection Service presso la Public Health England.

Tutti i luoghi a rischio Covid

Durante l’indagine è stata stilata una vera e propria “classifica” dei luoghi più a rischio. Tra questi ci sono le case di cura, le scuole e gli ospedali. Ecco l’elenco completo in ordine di contagi.

  • Supermercato – 18,3%
  • Scuola secondaria – 12,7%
  • Scuola primaria – 10,1%
  • Ospedale – 3,6%
  • Casa di cura – 2,8%
  • College – 2,4%
  • Magazzini – 2,2%
  • Asilo nido prescolare – 1,8%
  • Pub o bar – 1,6%
  • Alberghi – 1,5%
  • Università – 1,4%
  • Studi medici – 1,1%
  • Palestre – 1,1%
  • Ristoranti  – 1,0%

Lo studio è stato condotto in Inghilterra ma è molto probabile che i dati siano pressochè identici a quelli che si verificano in tutto il resto del mondo, Italia compresa. Per questo motivo, finché ci è possibile, dovremo evitare luoghi a rischio esposizione come bar e ristoranti. Per quanto riguarda la spesa, è senz’altro preferibile scegliere l’opzione di consegna a casa. Attenzione anche all’ambiente familiare: secondo l’Istituto Superiore della Sanità l’80% dei contagi avviene quando siamo in compagnia dei parenti. Quindi se siamo a contatto con ambienti o persone esterne è doveroso – nei confronti delle persone che amiamo – stare molto attenti e proteggere le persone a noi care.

A Natale cosa accadrà?

Proprio in tema di ambiente familiare è importante pensare a come organizzare il Natale: «il mixaggio a Natale pone rischi sostanziali, in particolare perché riunisce generazioni con alta incidenza di infezione con le generazioni più anziane che attualmente hanno livelli molto più bassi di infezione e sono maggiormente a rischio di morte prematura causata dal Covid», ha concluso al programma Today di BBC Radio 4 Andrew Hayward, professore di epidemiologia di malattie infettive all’University College di Londra (UCL) e membro dello Scientific Advisory Group for Emergencies (Sage).

Fonte: The Independent

3 Comments

  1. Massimo Poli Reply

    Qualcosa manca effettivamente….giustamente i mezzi pubblici i mezzi di trasporto. . .e qualcosa mi sfugge. . chiusi ristoranti etc ( per non parlare dei teatri nemmeno menzionati) che hanno un incidenza di contagio bassa e supermercati e scuole etc che sono in cima alla lista sono aperti e spesso senza un controllo e una regolamentazione maggiore

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