Il sistema sanitario nazionale, gli attori in gioco

Nel corso dell’ultimo anno e mezzo si è sentito parlare spesso del sistema sanitario nazionale, e finché non è scoppiata la pandemia ci si è dimenticati del ruolo fondamentale che ricopre per il Paese. Questo evento inaspettato che l’ha messo a dura prova, ha reso evidente l’importanza di mantenerne alta l’efficienza.

Istituito nel 1978, il Servizio Sanitario Nazionale (abbreviato in SSN) può essere definito come il complesso di funzioni, strutture e servizi destinati alla salute fisica e psichica di una popolazione, capace di offrire un’assistenza gratuita grazie al versamento dei contributi da parte dei cittadini o mediante il pagamento dei ticket, indipendentemente dai mezzi economici che si dispongono. L’introduzione di un sistema di questo tipo ha permesso di abbassare notevolmente la mortalità infantile e di allungare l’aspettativa media di vita, portandola a 82 anni.

Struttura e organizzazione del SSN

L’organo principale del SSN è il Ministero della Salute, che ha il compito di definire gli obiettivi da raggiungere in termini di salute pubblica, stabilendo l’importo del fondo sanitario e come ripartirlo tra le Regioni le quali, attraverso le Aziende Unità Sanitarie Locali (ASL), forniscono servizi sanitari ai cittadini. Si evince quindi che il sistema viene articolato su diversi livelli di responsabilità: statale, regionale e locale. Lo Stato in particolar modo deve assicurare alla popolazione Livelli Essenziali di Assistenza, i cosiddetti LEA, ossia prestazioni e servizi forniti gratuitamente o tramite il pagamento di un ticket a prescindere dalle disponibilità economiche, considerando le risorse predisposte dal SSN. Rientrano nella categoria la prevenzione collettiva (di cui fanno parte i programmi vaccinali che attualmente ci riguardano da vicino), l’assistenza distrettuale, come quella farmaceutica o specialistica ambulatoriale, e l’assistenza ospedaliera che include il pronto soccorso e le riabilitazioni. Una Commissione nazionale ha il compito di monitorare e aggiornare i LEA, verificando l’appropriatezza del Servizio Sanitario Nazionale, mentre un Comitato permanente controlla l’erogazione dei Lea, la loro appropriatezza ed efficienza in relazione all’utilizzo delle risorse. Esistono altri organi e istituti che lavorano alle dipendenze del Ministero e contribuiscono al funzionamento del SSN, come l’Istituto Superiore di Sanità, organo tecnico-scientifico che si occupa dei piani di ricerca, sperimentazione e formazione, con un ruolo determinante nella preparazione dei Piani sanitari nazionali. Non vanno dimenticati l’Agenzia Nazionale per il Farmaco, i cui compiti concernono la registrazione dei medicinali e la comunicazione sui farmaci alla popolazione, e l’Istituto per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, a stretto contatto con enti pubblici e privati per valutare i rischi che incorrono i cittadini nello svolgimento di una professione, così da migliorarne la sicurezza.

Piano sanitario nazionale e fondi

Come già accennato, il Governo si occupa di redigere il Piano sanitario nazionale dalla durata triennale, che mira a ridurre le diseguaglianze sociali e territoriali e indica le finalità e i settori principali della ricerca, la quota di finanziamento da assicurare alle regioni e i LEA. Le risorse per offrire questi ultimi in maniera gratuita provengono dalle entrate tramite ticket, dai finanziamenti delle Regioni a statuto speciale e dall’Irpef, anche se negli ultimi tempi sono calate progressivamente, rendendo il sistema incapace di gestire una situazione pandemica come quella attuale. Il taglio dei fondi provoca ritardi anche nell’erogazione dei servizi, inducendo gli utenti che possono permetterselo a rivolgersi alle strutture private, e chi non ne ha l’opportunità a non curarsi.

Case farmaceutiche e aziende di trasporto

Ci sono attori lasciati in secondo piano, tra cui le case farmaceutiche o chi si occupa di trasporto farmaci, che concorrono al buon funzionamento degli organi appartenenti al SSN come gli ospedali e le farmacie, che senza il trasporto medicinali non disporrebbero degli strumenti adeguati per curare i pazienti. Tuttavia i trasporti a temperatura controllata sono essenziali per la buona riuscita dell’assistenza offerta. È importante considerare il tipo di articolo che si vuole dislocare: i medicinali devono sottostare a una temperatura tra i + 15°C/+25°C, mentre i prodotti farmaceutici mantengono la loro integrità tra i + 2°C/+8°C. I campioni biologici vanno conservati a -20°C, mentre in caso di esami del sangue, le sacche dovranno essere spostate dagli addetti qualificati a + 4°C. Come capire se ci sono delle alterazioni di temperatura nel corso del viaggio? Esistono appositi dispositivi, chiamati data logger, in grado di segnalare eventuali sbalzi tramite l’ausilio di un grafico. Oltre a prestare attenzione ai gradi, le aziende di trasporti devono munirsi di veicoli coibentati e refrigerati, capaci di mantenere integri i prodotti nelle fasi di spostamento, oltre che di contenitori idonei a tutelare i farmaci dalle contaminazioni esterne, su cui dovranno essere applicate etichette con informazioni riguardanti le modalità di manipolazione e di riposizione in magazzino, funzionali a far identificare a colpo d’occhio la merce. Tutte le forniture dovranno essere accompagnate da un documento con indicati, oltre alla denominazione e alla quantità dell’articolo, anche le generalità del suo fornitore e del suo destinatario, e il numero del lotto qualora debba essere consegnato a grossisti o a strutture pubbliche e private. È fondamentale contrassegnare le confezioni danneggiate e ritirarle dalla merce vendibile, onde evitare danni irreparabili.

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