Sei solitario o saggio? Felice o triste? Non dipende da te, ma dal tuo intestino

Non tutti gli esseri umani hanno la capacità di tirar fuori la saggezza nei momenti più importanti della propria vita. Ma cos’è che plasma, realmente, il comportamento umano? La propria esperienza? Le persone che ci sono vicine? Sicuramente in parte sì ma secondo i più recenti studi scientifici sembra che alcuni tratti di noi siano unici e che non siano affatto influenzati da questi fattori, piuttosto dal microbioma intestinale. Ecco i risultati di una nuova ricerca scientifica.

Saggezza, felicità e intestino

La scienza ci dice che la saggezza corrisponde a ragioni distinte del cervello e che più una persona è dotata di tale caratteristica, più sarà felice e soddisfatta. Come è logico pensare, la scarsa saggezza si traduce in tristezza e afflizione nei confronti della vita. D’altro canto, gli individui più saggi si sentono meno soli, mentre le persone solitarie sono tendenzialmente meno sagge. Ma cos’è che rende queste persone così diverse? Secondo uno studio pubblicato su Frontiers in Psychiatry dai ricercatori della University of California San Diego School of Medicine, esiste una precisa connessione tra saggezza, solitudine e microbioma intestinale. Quindi se siamo tristi o felici dipende solo dal nostro intestino.

Microbiota intestinale e cervello

Il microbiota intestinale umano è composto da trilioni di microbi – batteri, virus, funghi – che risiedono nel tratto digerente. Ma non è finita qui: esiste anche un asse intestino-cervello che ha il preciso compito di collegare le funzioni intestinali con i centri emotivi e cognitivi del cervello. Si tratta di un sistema a due vie che è regolato sia dall’attività neurale che dal sistema immunitario e dagli ormoni. Va da sé che se si verificano alterazioni, l’individuo può assistere a cambiamenti al proprio comportamento e alla risposta allo stress. Ma anche «sull’eccitazione emotiva, sulle capacità cognitive di ordine superiore, come il processo decisionale», spiegano gli scienziati.

Microbiota intestinale e salute mentale

Sappiamo, dalle più recenti indagini scientifiche, che il microbiota intestinale influenza la salute mentale causando – in caso di anomalie – disturbo bipolare, depressione, schizofrenia eccetera. Quindi a seconda del tipo di microbi intestinali può variare il proprio comportamento sociale. A tale punto che i nuovi studi mostrano come le persone più socievoli abbiano popolazioni microbiche maggiormente diversificate.

Solitudine, saggezza, felcitià e intestino

Lo studio pubblicato ieri su Frontiers in Psychiatry ha coinvolto 187 partecipanti, di età compresa tra 28 e 97 anni. Il microbiota intestinale è stato analizzato utilizzando campioni fecali. La diversità microbica intestinale è stata misurata in due modi: alfa-diversità, che si riferisce alla ricchezza ecologica delle specie microbiche all’interno di ogni individuo e beta-diversità, che si riferisce alle differenze nella composizione della comunità microbica tra gli individui. «Abbiamo scoperto che livelli più bassi di solitudine e livelli più elevati di saggezza, compassione, supporto sociale e impegno erano associati a una maggiore ricchezza filogenetica e diversità del microbioma intestinale», ha spiegato Tanya T. Nguyen, PhD, assistente professore di psichiatria presso l’UC Scuola di Medicina di San Diego.

Insensibile o compassionevole?

I meccanismi che collegano la solitudine, la compassione e la saggezza con la diversità microbica intestinale non sono al momento ancora noti. Ciò che si sa è che la ridotta varietà microbica rappresenta tipicamente una salute fisica e mentale peggiore ed è associata a una moltitudine di malattie, tra cui obesità e infiammazione intestinale, malattia e disturbo depressivo maggiore. Al contrario, un microbiota intestinale diversificato è risultato essere meno suscettibile all’invasione di agenti patogeni esterni, il che potrebbe contribuire e aiutare a promuovere una migliore resilienza e stabilità della comunità. «È possibile che la solitudine possa provocare una diminuzione della stabilità del microbioma intestinale e, di conseguenza, una ridotta resistenza e resilienza alle interruzioni legate allo stress, portando a effetti fisiologici a valle, come l’infiammazione sistemica. Le comunità batteriche con una bassa diversità alfa potrebbero non manifestare una malattia palese, ma potrebbero essere meno che ottimali per prevenire la malattia. Pertanto, le persone sole possono essere più suscettibili allo sviluppo di malattie».

Solitudine negli anziani e intestino

La relazione tra solitudine e diversità microbica era particolarmente forte negli anziani, suggerendo che gli anziani potrebbero essere particolarmente vulnerabili alle conseguenze sulla salute causata dalla solitudine. Mentre la compassione e la saggezza potrebbero conferire protezione contro l’instabilità del microbioma intestinale legata alla solitudine. Una microflora intestinale sana e diversificata può attenuare gli effetti negativi dello stress cronico o aiutare a plasmare comportamenti sociali che promuovono saggezza o solitudine. Recenti studi condotti su modello animale suggeriscono che il microbiota intestinale abbia la capacità di influenzare i comportamenti e le interazioni sociali, sebbene l’ipotesi non sia stata testata sugli esseri umani. «La solitudine può portare a cambiamenti nel microbioma intestinale o, reciprocamente, alterazioni dell’ambiente intestinale possono predisporre un individuo a sentirsi solo. Dobbiamo indagare molto più a fondo per comprendere meglio il fenomeno dell’asse intestino-cervello», conclude Dilip V. Jeste, Professor of Psychiatry and Neurosciences presso l’UC San Diego School of Medicine.

Fonti scientifiche

Tanya T. Nguyen, Xinlian Zhang, Tsung-Chin Wu, Jinyuan Liu, Collin Le, Xin M. Tu, Rob Knight, Dilip V. Jeste. Association of Loneliness and Wisdom With Gut Microbial Diversity and Composition: An Exploratory Study. Frontiers in Psychiatry, 2021; 12 DOI: 10.3389/fpsyt.2021.648475

Wisdom, Loneliness and Your Intestinal Multitude – It may take guts — or more precisely, a diverse gut microbiome — to achieve wisdom and fend off loneliness. Or perhaps it’s the other way around, report UC San Diego researchers – UC San Diego Center

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