carboidrati

5 sintomi che indicano una carenza di carboidrati

Siamo tutti soliti stare attenti all’eccesso di carboidrati. Raramente però, pensiamo che potremmo anche soffrire di carenza di carboidrati. Ecco cosa accade al nostro corpo quando nei abbiamo troppo pochi.

Stanchezza e affaticamento

Il nostro organismo, dopo aver ingerito i carboidrati, li trasforma in glucosio. Si tratta di uno zucchero fondamentale per un corretto funzionamento cellulare. Per tale ragione, in caso di un diminuito apporto di carboidrati, si potrebbe avvertire facilmente stanchezza e affaticamento, anche in seguito a uno sforzo leggero.

Debolezza muscolare

La stanchezza potrebbe essere associata a una perdita del tono muscolare. L’organismo umano, infatti, in seguito a una sua carenza comincia a sintetizzare il glucosio partendo dalle proteine e lipidi precedentemente stoccate. Ne consegue una minor massa muscolare e massa grassa. E se da un lato sembra un fattore positivo, prima di cantar vittoria, pensate che se i carboidrati (e quindi il glucosio) sono insufficienti aumentano i corpi chetoni, viene accumulata l’urea e si può anche arrivare alla tanto temuta acidosi.

Sapevi che…?
oltre il 50% delle calorie giornaliere dovrebbe derivare dai carboidrati? È importante, però, assumere carboidrati sani come quelli provenienti dai cereali integrali.

Mal di testa

In seguito a sforzo o attività fisica si potrebbe assistere a episodi dolorosi alla testa quali cefalee ed emicranie. Questo perché il corpo produce delle molecole chiamate chetoni, che si formano nel momento in cui bruciano il grasso allo scopo di ottenere energia immediata per il cervello e il cuore. I chetoni vengono poi espulsi attraverso le urine ma potrebbero anche causare un sovraccarico renale.

Mancanza di concentrazione e capogiri

Riducendo drasticamente i livelli di energia, con una carenza di carboidrati potrebbe essere difficile riuscire a concentrarsi come si deve. La mancanza di glucosio, infatti, colpisce prevalentemente il cervello e il cuore. Due organi che hanno bisogno di carburante per funzionare correttamente. Se la diminuzione del glucosio è drastica si potrebbe anche assistere a capogiri e svenimenti.

Sapevi che…?
Il fabbisogno di carboidrati si aggira dai 150 ai 180 grammi a seconda del peso corporeo. La quantità minima viene calcolata moltiplicando il proprio peso per 2,6. Quindi se, per ipotesi, pesate 55 kg avete bisogno di 143 grammi di carboidrati nobili. Perciò non spaventatevi per un piatto di pasta integrale.

Aumenta il rischio di mortalità

Secondo un recente studio pubblicato su PlosOne ridurre eccessivamente l’apporto di carboidrati può aumentare notevolmente il rischio di mortalità. «Le diete a basso contenuto di carboidrati sono state associate a un rischio significativamente più elevato di mortalità per qualsiasi causa e non erano significativamente associate a un rischio e incidenza di mortalità cardiovascolare». Tuttavia, i ricercatori ci tengono a sottolineare che «questa analisi si basa su studi osservazionali limitati e sperimentazioni su larga scala sulle complesse interazioni tra diete a basso contenuto di carboidrati, e valutazioni degli esiti a lungo termine sono necessari».

E se si è a dieta?

Quindi è meglio una dieta priva di grassi che una priva di carboidrati? No. Secondo il comitato dell’American Diabetes Association, «una dieta a basso contenuto di carboidrati dovrebbe essere preferita a una dieta povera di grassi per ottenere una perdita di peso e migliorare il controllo glicemico». Insomma, una formula giusta non esiste. Ma le vie di mezzo sono d’obbligo. Sì alla riduzione dei carboidrati per dimagrire, ma senza esagerare.

[1] PLoS One. 2013; 8(1): e55030. Published online 2013 Jan 25. doi:  10.1371/journal.pone.0055030 PMCID: PMC3555979 Low-Carbohydrate Diets and All-Cause Mortality: A Systematic Review and Meta-Analysis of Observational Studies Hiroshi Noto, Atsushi Goto, Tetsuro Tsujimoto and Mitsuhiko Noda.

[2] Diabetes Metab Res Rev. 2011 Mar;27(3):230-2. doi: 10.1002/dmrr.1171. High-protein low-carbohydrate diets: what is the rationale? Busetto L, Marangon M, De Stefano F.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *