Coronavirus della Cina isolato allo Spallanzani: ora ci si prepara a farmaci e vaccino

Il Coronavirus cinese arrivato in Italia è stato isolato presso l’Istituto nazionale malattie infettive Spallanzani (INMI) di Roma, dopo sole 48 ore dalla diagnosi effettuata sulla coppia di turisti cinesi che erano sbarcati a Milano il 23 gennaio scorso. Dall’accertata positività all’infezione da virus il team di ricercatori si è subito messo al lavoro per approntare un farmaco e un vaccino che possano rispettivamente curare e prevenire la malattia per cui, lo ricordiamo, al momento non esiste cura.

La ricerca di farmaci e vaccini contro il Coronavirus

Ad aver dato l’annuncio dell’avvio della ricerca per trovare un farmaco e un vaccino contro il Coronavirus cinese sono stati, ieri, il ministro della Salute Roberto Speranza e il direttore scientifico dell’Inmi Giuseppe Ippolito, durante una conferenza stampa. Dopo che le ricercatrici dello Spallanzani hanno isolato il virus, i dati «saranno a disposizione della comunità internazionale – ha sottolineato Speranza – Si aprono spazi per nuovi test di diagnosi e vaccini. l’Italia diventa interlocutore di riferimento per questa ricerca».

Sequenziare il virus

Una delle principali procedure per poter sia comprendere con cosa si ha a che fare e poi poter agire di conseguenza, è proprio il sequenziare un virus. «L’isolamento virale – ha spiegato Giovanni Rezza Direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Iss – effettuato anche in Italia dallo Spallanzani permette di sequenziare il virus e confrontarlo con i ceppi già isolati anche in Cina e al di fuori della Cina in Paesi come Francia e Australia per valutare eventuali mutazioni. In generale – ha proseguito Rezza – l’isolamento del virus può aiutare a mettere a punto i metodi diagnostici, testare l’efficacia di molecole antivirali conosciute e identificare e potenziare eventuali punti deboli del virus al fine di consentire lo sviluppo di strategie terapeutiche e identificare eventuali target vaccinali».

La ricerca su farmaci e vaccino per il Coronavirus

«Avere a disposizione il virus in un sistema di coltura – ha dichiarato la dott.ssa Maria Rosaria Capobianchi, direttore del laboratorio di virologia dello Spallanzani – ci permette di provare farmaci in vitro, di avere grandi quantità di virus per la messa a punto di un vaccino e infine avere il virus a disposizione significa poter fare studi di patogenesi, cioè sui meccanismi di replicazione. Sempre, quando si scoprono dei virus nuovi il materiale di partenza cruciale è il virus, perché averlo a disposizione significa avere uno strumento per perfezionare la diagnosi e mettere in piedi test sierologici che ancora non ci sono e che significano la ricerca degli anticorpi, quindi la risposta delle persone all’infezione, anche in termini di risposta neutralizzante, ovverosia protettiva, capace di inattivare il virus».

Il nuovo agente patogeno e vaccino

Avere a disposizione nei laboratori il nuovo agente patogeno «permetterà di studiare il meccanismo della malattia per lo sviluppo di cure e la messa a punto del vaccino – ha aggiunto Capobianchi – La sequenza parziale del virus isolato nei laboratori dello Spallanzani, denominato2019-nCoV/Italy-INMI1, è già stata depositata nel database GenBank, e a breve anche il virus sarà reso disponibile per la comunità scientifica internazionale».

Trovare una terapia efficace

Un grande passo sarà anche quello di trovare una cura efficace contro il Coronavirus. «Grazie all’ottimo lavoro dello Spallanzani da oggi anche l’Italia potrà cominciare a lavorare direttamente per cercare una terapia», ha commentato Silvio Brusaferro presidente dell’Istituto Superiore di Sanità.

Orgogliosi del nostro Paese

Il ministro della Salute Speranza non ha nascosto una punto d’orgoglio per l’Italia, nella lotta al Coronavirus. «È una notizia molto importante di rilevanza internazionale – ha dichiarato il ministro – Siamo molto orgogliosi che il nostro Paese abbia raggiunto questo obiettivo, le nostre conoscenze saranno messe a disposizione della comunità internazionale. La grande professionalità dei nostri medici, biologi e ricercatori ci fornisce ulteriori strumenti di contrasto per fronteggiare questa emergenza sanitaria, e conferma la qualità e l’efficienza del nostro Servizio Sanitario Nazionale su cui dobbiamo continuare a investire. L’isolamento del nuovo coronavirus significa molte opportunità di poterlo studiare, capire e verificare meglio cosa si può fare per bloccare la diffusione: ora sarà più facile trattarlo».

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