Geloni coronavirus

Geloni nei bambini: 100 casi in 20 giorni

Sono stati inseriti tra i nuovi sintomi del Coronavirus e sembra che colpiscano diversi soggetti giovani, bambini compresi. Come detto più volte, il covid-19 non colpisce solo il sistema immunitario. Al contrario, si tratta di un patogeno che aggredisce in maniera sistemica il nostro organismo provocando i sintomi più disparati, alcuni di questi insospettabili come dermatiti e geloni. Tant’è vero che anche Mattia Doria, segretario nazionale Attività Scientifiche ed Etiche della Federazione italiana medici pediatri Fimp, ha dichiarato un’anomala frequenza dei cosiddetti geloni anche nei bambini.

LEGGI ANCHE: I SINTOMI INSOSPETTABILI DEL CORONAVIRUS

Geloni da coronavirus?

Le segnalazioni di lesioni agli arti inferiori nei bambini stanno aumentando sensibilmente. Solo negli ultimi giorni la rete pediatri ha evidenziato 100 casi di erythema pernio-like, un disturbo molto simile ai geloni. Spesso i piccoli pazienti non sviluppano nessun altro sintomo e non hanno febbre ma possono manifestare problemi dermatologici. Secondo alcuni esperti ci sarebbe una relazione con il virus SarsCov2.

I geloni? Un disturbo raro

I geloni sono un problema relativamente raro, specie in età pediatrica e si manifestano per lo più nella stagione invernale. Tuttavia, il numero di casi segnalati – per di più durante la bella stagione – è davvero anomalo. Purtroppo, non in tutti i bambini effetti da erythema pernio-like è stato effettuato il tampone e solo un bambino è risultato positivo. È importante sottolineare che la possibile associazione coronavirus geloni ed eritemi era stata evidenziata già alcune settimane fa nel Bristish Medical Journal of Dermatology. Anche nei paesi esteri, infatti, sono stati riscontrati disturbi rari nei bambini, alcuni dei quali positivi al Coronavirus.

Occorrono ulteriori studi

«Occorreranno maggiori studi clinici ed epidemiologici per verificare la possibile correlazione fra insorgenza di lesioni Erythema Pernio-like, mai osservate in questa misura prima del febbraio 2020, e l’infezione da Covid-19, e magari per usare la manifestazione cutanea come campanello d’allarme di una positività. I pediatri di famiglia continueranno a monitorare il fenomeno», conclude Doria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *