Come cambierà la tua salute se riduci zuccheri e dolcificanti

Tutti sappiamo che una dieta sana è alla base di un organismo in buona salute. Il concetto di sana alimentazione, tuttavia, non deve prevedere l’eliminazione totale di alcuni ingredienti o cibi ma deve prendere in considerazione la netta riduzione di alimenti che possano – a lungo andare – causare danni. Ci sono infatti malattie che migliorano notevolmente se riduciamo al minimo il consumo di zucchero. Ecco quali sono.

Problemi cardiovascolari

Quando siamo affetti da disturbi vascolari – specie se si tratta di pressione alta – pensiamo subito a ridurre il consumo di sale. Ma a volte è più importante evitare gli zuccheri. Studi recenti, infatti, sono riusciti a dimostrare come le patologie cardiovascolari siano collegate al consumo eccessivo di zucchero, piuttosto che di grassi o sale. La dottoressa Nancy Appleton, autrice del libro Lick the Sugar Habit, ha stilato una lista di 77 danni che lo zucchero può causare alla salute. Uno di questi è stato evidenziato grazie a una ricerca condotta dal Research Fellow in collaborazione con l’Otago Department of Human Nutrition. Secondo gli studiosi, lo zucchero avrebbe un effetto diretto sui fattori di rischio per tutte le malattie cardiache, e un impatto importante sulla pressione e sui vasi sanguigni. Pare che i danni dello zucchero sul sistema cardiovascolare fossero conosciuti fin dagli anni ’70 ma nascosti fino a qualche anno fa, epoca in cui la dottoressa Cristin Kearns e i suoi colleghi dell’Università della California di San Francisco hanno pubblicato un documento rivelatorio su PLoSBiology. Questo conteneva un’analisi di documenti reperiti negli archivi della Sugar Research Foundation. «L’industria dello zucchero – spiega Kearns – ha speso una quantità rilevante di denaro per indagare gli effetti dello zucchero sulla salute, ma era interessata a pubblicare soltanto i risultati che esoneravano lo zucchero». Forse molti di voi lo ricorderanno ma tale studio è stato oggetto di scandalo ed era stato commissionato dalla Sugar Research Foundation e denominato Project 259. Condotto dall’Università di Birmingham grazie a un finanziamento di 190mila dollari, ha messo in risalto il ruolo di quest’ingrediente sul microbiota intestinale. I ricercatori avrebbero poi dovuto (teoricamente) smentire l’effetto negativo esercitato sull’organismo. Tuttavia, su PLoS Biology si legge che «i risultati preliminari di Project 259 qualora confermati dal completamento della ricerca e pubblicati, avrebbero supportato la tesi di un effetto ‘aumenta trigliceridi’ dello zucchero». In realtà nessuno sa perché questo studio di enorme portata non fu mai reso pubblico.

Le malattie autoimmuni migliorano riducendo lo zucchero


Anche le malattie autoimmuni migliorano drasticamente riducendo gli zuccheri nella propria dieta. A conferma di tale teoria ci sono gli studi del dottor Roberto Ceriani, responsabile di Day Hospital epatologico ed Epatologia interventistica dell’ospedale Humanitas, «il consumo dello zucchero da tavola (saccarosio) è aumentato drammaticamente negli ultimi decenni ed è strettamente legato all’aumento dell’obesità, della sindrome metabolica, del diabete e anche della malattia epatica steatosica non alcolica. Il fruttosio è un componente degli zuccheri aggiunti e si distingue da altri zuccheri per la sua capacità di causare deplezione intracellulare di ATP, turnover nucleotidico, e generazione di acido urico. Questi aspetti del metabolismo del fruttosio spiegano il motivo per cui la sua assunzione aumenta il rischio di sindrome metabolica». E’ importante sottolineare che studi recenti hanno messo in evidenza come un elevato consumo di zuccheri danneggi il microbiota intestinale permettendo la comparsa di gravi malattie. Tra queste anche quelle autoimmuni. L’associazione tra malattie autoimmuni e zuccheri è stata resa possibile grazie a una ricerca italiana pubblicata su Nature Immunology. Qui si è potuto evidenziare come le alterazioni del metabolismo degli zuccheri siano fortemente correlate alle disfunzioni della risposta immunitaria: caratteristiche tipiche della sclerosi multipla, del diabete giovanile e altre malattie.

Steatosi non alcolica, colpa degli zuccheri?

Se pensiate che si tratti di un fenomeno circoscritto non lo è affatto: sempre più persone soffrono di steatosi non alcolica – alias fegato grasso. Molti pensano siano dovuta a un eccesso di alcol o grassi invece è causata con maggior probabilità da un eccesso di zuccheri. Tra gli zuccheri peggiori in tal senso ricordiamo il fruttosio. Questo ingrediente favorisce l’accumulo di lipidi nell’organismo. Più di quanto possano fare gli stessi grassi. Una recente ricerca condotta dagli scienziati dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, ha messo in evidenza come consumare alimenti ricchi di fruttosio può danneggiare il fegato dei bambini esattamente come fa l’alcool. È importante sottolineare che il fruttosio e simili (per esempio lo sciroppo di mais o glucosio) sono presenti nella stragrande maggioranza degli alimenti industriali. Compresi quelli biologici. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Journal of Hepatology.

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