dieta spermidina

Difficoltà di concentrazione e scarsa memoria? Prova la dieta Brain Detox a base di spermidina

La difficoltà di concentrazione e la ridotta memoria, possono essere sintomi tipici dello stress ma anche delle prime avvisaglie del declino cognitivo che si verifica con l’avanzare dell’età. Purtroppo, secondo le ultime indagini mediche, questi sintomi sono considerati sempre più comuni e si presentano in soggetti relativamente giovani, a volte anche a causa di malattie come il Covid. Ma c’è una buona notizia: la memoria può tornare grazie alla cosiddetta ginnastica neuronale e la giusta alimentazione, con cibi che contengono spermidina e altre sostanze benefiche. Ecco i risultati di alcuni recenti studi scientifici.

Brain detox, la dieta per la memoria

Ripulire le cellule cerebrali dagli aggregati proteici tossici che si accumulano nel cervello riattiva la comunicazione tra le sinapsi, producendo un effetto positivo sulla memoria anche in condizioni di elevato carico di informazioni è possibile con la dieta brain detox che prevede la corretta assunzione di una molecola denominata spermidina. A dichiararlo è Assolatte che ha citato le conclusioni di uno studio del Telethon institute of genetics and medicine pubblicato su “Aging Cel”. Questo studio ha attribuito quest’effetto proprio alla spermidina, una sostanza presente soprattutto nei formaggi stagionati e nel salmone.

Le incredibili virtù della spermidina

La spermidina è oggetto di molte ricerche che ne stanno portando alla luce diverse interessanti proprietà. Ad esempio, uno studio pubblicato su “Nature Medicine ha dimostrato che la spermidina contribuisce alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, soprattutto negli uomini, e che un’assunzione elevata di spermidina è legata a mortalità più bassa. Un altro studio, uscito su “The American Journal of Clinical Nutrition” ha concluso che questa sostanza avrebbe effetti positivi sulla longevità.

La dieta che nutre il cervello

La spermidina non è l’unica sostanza benefica per l’efficienza cerebrale. Particolarmente interessante, aggiunge Assolatte, è la tirosina, un aminoacido presente nelle proteine del latte e che, con la stagionatura, si cristallizza formando quei cristalli che si avvertono quando si addenta un pezzo di formaggio stagionato.  Di recente si è scoperto che la tirosina aumenta la disponibilità di dopamina che, a sua volta, migliora le prestazioni cognitive, come la capacità di memoria e la prontezza mentale.

Sempre nei formaggi stagionati si trovano altre due importanti “carburanti” per un cervello attivo e vivace: sono la caseina e il siero di latte, che favoriscono la produzione di glutatione, l’antiossidante prodotto dal nostro organismo che agisce sulle funzioni cerebrali difendendole dalle malattie neuro-degenerative.

Quando traffico c’è nel nostro cervello?

E’ peggio di un’autostrada: presenta oltre 100 miliardi di neuroni collegati da una rete di 160mila chilometri di fibre nervose che si trovano nel nostro cervello hanno bisogno di sostanze “mediatrici” apportate dagli alimenti, ben individuate dalle ricerche più recenti. Tra queste sostanze che “nutrono” i neuroni, spiega Assolatte, ci sono il triptofano, la colina, il magnesio e la vitamina B6.  Per assicurarsi questi nutrienti-chiave per il cervello basta seguire la dieta mediterranea, poiché li fornisce tutti e in quantità appropriate, riuscendo così a rallentare il declino cognitivo e a proteggere dallo sviluppo dell’Alzheimer, come ha concluso uno studio svolto dalla Swinburne University of Technology e dala Deakin University di Melbourne.

Il cervello? Un cantiere sempre aperto

Il cervello è un cantiere sempre aperto, con lavori in corso h24. Lo ha rivelato un grande studio condotto dal Massachusetts Institute of Technology, spiega Assolatte. Da questo studio, pubblicato su “Psychological Science”, è emerso che ci sono aree cerebrali particolarmente sensibili all’invecchiamento e altre più resistenti, ma soprattutto che altre continuano a maturare, anche dopo i 50 anni, come avviene all’area deputata alla capacità di codificare le emozioni altrui.

A fare la differenza, mantenendo il cervello efficiente a ogni età, è la “riserva cognitiva” dettata dall’abitudine a studiare, leggere, avere una vivace vita sociale e accumulare esperienze.

Prevenire è meglio che curare

Per conservare la memoria lungo tutta la vita occorre ricordarsene già da giovani. Infatti, afferma Assolatte, il primo step della strategia per conservare un cervello efficiente è la prevenzione: un corretto stile di vita e il controllo di alcuni parametri organici sono abitudini quotidiani che giovano alla salute cerebrale.

Per esempio, tenere sotto controllo la pressione arteriosa ha un effetto protettivo nei confronti della memoria perché preserva la struttura cerebrale dalla compromissione vascolare.  Una buona memoria si conserva anche riducendo il rischio di arteriosclerosi, con un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura, pesce, latticini con probiotici, cereali e legumi che, in generale, è la base della buona salute, compresa quella cerebrale.

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