Mangiare peperoncino riduce il rischio di morte per infarto e ictus

Il peperoncino, molto amato dagli estimatori della cucina piccante, non è soltanto una spezia per condire i piatti ma si riconferma un alimento con spiccate proprietà salutari. A dimostrarlo, ancora un volta, è uno studio italiano pubblicato sul prestigioso Journal of the American College of Cardiology.

Il peperoncino contro infarto e ictus

I ricercatori dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), l’Università dell’Insurbia a Varese e il Cardiocentro Mediterraneo di Napoli, hanno condotto un largo studio sulle abitudini alimentari di 22.811 soggetti residenti in Molise, il cui stato di salute è stato monitorato per un tempo medio di 8 anni. Dalle analisi condotte e dai dati raccolti durante tutto il periodo si è scoperto che consumare, o aggiungere ai propri piatti il peperoncino quattro o più volte alla settimana è associato a una riduzione del rischio complessivo di morte del 23% e una riduzione del 25% per tutte le cause. E, nello specifico, il rischio di morte per infarto si riduce del 40%, mentre quello di morte per ictus di oltre il 60%. Un buon risultato dunque.

Il peperoncino riduce il rischio di morte per infarto e ictus

Il peperoncino funziona con qualsiasi tipo di dieta

Nel caso tuttavia si pensi che mangiare peperoncino e ottenere certi risultati positivi sulla salute sia strettamente legato alla dieta che si segue, i ricercatori hanno scoperto che non è del tutto così, anzi. «L’aspetto più interessante – spiega la dott.ssa Marialaura Bonaccio, epidemiologa del Neuromed e primo autore dello studio – è che la protezione assicurata dal peperoncino è indipendente dal tipo di dieta adottata complessivamente, ovvero sia che si mangi in modo sano, sia che si scelga un’alimentazione meno sana, l’effetto protettivo del peperoncino è uguale per tutti». Insomma, aggiungere un po’ di piccantezza nella propria vita fa sempre bene.

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