COVID NATALE

Covid, pericolo a Natale: si rischia la terza ondata

Il Natale 2020 non sarà quello di sempre: molti di noi saranno costretti a festeggiarlo lontano dalle persone che amano. Tuttavia, nei giorni prima assisteremo a un temporaneo allentamento delle misure previste, il che significa che se non faremo attenzione i casi aumenteranno di nuovo. Il rischio è quello di assistere a una terza ondata. Ecco il parere degli esperti.

Covid, nessuna distrazione a Natale

Non dobbiamo abbassare la guardia proprio ora. Se da un lato è stato registrato un calo dei contagi, dall’altro giovedì 3 dicembre 2020 c’è stato un record di decessi, il numero più alto mai registrato dall’inizio della pandemia. Se nei giorni prima di Natale non faremo attenzione e non seguiremo tutte le misure di sicurezza, il rischio sarà quello di incappare in una terza ondata. «Non pensiamo che Natale possa essere una zona franca. Perché non lo è. Dietro l’angolo di un Natale ‘rilassato’ c’è il rischio di un virus che presenta il conto, ancora una volta», ha dichiarato all’Adnkronos Salute Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo).

Allentano le misure, iniziano gli assembramenti

Accade ogni volta: appena vengono allentate le misure anti-Covid tutte le persone escono di casa senza badare troppo al distanziamento o all’utilizzo della mascherina. Anelli ricorda le scene viste a Milano solo domenica scorsa quando troppe persone sono tornate a fare acquisti regolarmente. «Le occasioni di incontro tra le persone aumentano i rischi. E poiché questa modalità si potrebbe ripetere sotto le feste di Natale, favorendo momenti di aggregazione e di incontro, una nuova ripresa della diffusione del virus, con numeri che diventano sempre maggiori, ne sarebbe la conseguenza. E questo ci avvierebbe, purtroppo, verso una terza ondata. Serve stare attenti e non vanificare i risultati ottenuti».

Cosa accadrà a gennaio?

Anelli ammette di essere fortemente preoccupato per ciò che accadrà a gennaio: a seguito delle feste ci sarà un altissimo rischio di un aumento dei casi di Covid. Ma non solo: a tutto ciò si sommerà il picco influenzale e il sistema sanitario potrebbe arrivare al collasso più totale. «Ai malati Covid si sommeranno i malati con l’influenza. E questo metterà a durissima prova il Servizio sanitario nazionale. È una delle maggiori preoccupazioni per le quali avevamo chiesto il lockdown».

La campagna vaccinale

Un’altra fonte di preoccupazione è la campagna vaccinale per il Covid «che prevede la dislocazione di una parte importante dei medici e infermieri, del nostro ‘esercito’, che dovrà occuparsi di vaccinare, e sarà distolto dall’assistenza. Tutte queste situazioni non possono che creare una profonda preoccupazione sulla tenuta del Ssn. Sin da oggi bisogna conteggiare non solo i morti e i malati Covid ma anche quelli non Covid. Anche oggi le ambulanze arrivano in ritardo su un incidente perché impegnate con malati Covid; già oggi succede che i nostri anziani con frattura di femore non riescono a fare l’intervento nelle 72 ore e questo comporta un aumento della mortalità; sin da oggi gli infartuati hanno un’assistenza meno tempestiva». Insomma, già adesso la situazione è preoccupante: non possiamo permetterci un ulteriore aggravamento della situazione.  Se stiamo attenti e seguiamo tutte le misure anti-covid la situazione potrebbe cambiare. «i cittadini tendono a minimizzare – conclude Anelli. Il messaggio che passa e che se non siamo in zona rossa possiamo fare quello che vogliamo. Non è così. Dovremmo comportarci sempre come se fossimo in zona rossa. Il virus morde ancora tantissimo».

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