La variante inglese è in Italia: alcune mascherine potrebbero essere inefficaci?

La variante inglese, che sembra diffondersi molto più rapidamente rispetto alle precedenti, potrebbe necessitare di protezioni maggiori. Ci stanno già pensando alcuni Paesi europei che vorrebbero rendere obbligatorie le FFP2, lasciando da parte le mascherine chirurgiche o quelle in tessuto.

Il problema delle nuove varianti di Covid

Vi sono diverse varianti che, al momento, preoccupano molti Paesi – Italia compresa. Stiamo parlando di quella inglese, sudafricana, brasiliana e – si sospetta – anche una francese. In pole position c’è la variante B.1.1.7 nata nel sud dell’Inghilterra e diffusa rapidamente in tutto il Regno Unito e successivamente in altri 60 Paesi. Dati che fanno riflettere sull’efficacia dei metodi di protezione adottati fino a ora. «Siccome la variante si trasmette più facilmente, è logico utilizzare maschere con più alta capacità di filtraggio. Non stiamo mettendo in dubbio le maschere utilizzate fino a ora, ma poiché non abbiamo nuove armi contro i nuovi ceppi, l’unica cosa che possiamo fare è migliorare le armi che abbiamo già», ha dichiarato Danel Camus dell’Istituto Pasteur di Lille.

La preoccupazione dei governi

Le nuove varianti di Covid sembrano diffondersi a macchia d’olio e i Governi di tutto il mondo sono molto preoccupati della situazione a cui potremmo andare incontro.  La maggior preoccupazione è che «le cose diventino estremamente difficili, soprattutto a marzo. Se il numero di ricoveri nelle unità di terapia intensiva aumenterà, probabilmente avremo bisogno di misure più restrittive rispetto al coprifuoco», ha dichiarato Karine Lacombe, responsabile delle Malattie infettive dell’ospedale Saint Antoine di Parigi.

Le mascherine in tessuto o chirurgiche potrebbero non bastare?

Le mascherine chirurgiche tradizionali o quella in stoffa non offrono la stessa protezione delle FFP2. Queste ultime sembrano essere le uniche – a giudicare dai risultati degli ultimi studi scientifici – in grado di ridurre notevolmente o eliminare il rischio di contagio. Il segreto è tutto nel potere filtrante che altre mascherine non possiedono affatto. Ma non solo: vengono ridotte al minimo anche le particelle di virus che si trovano nell’aria. Il che significa che potenzialmente la diffusione del virus potrebbe calare vistosamente fino a sparire totalmente con il passare del tempo. La protezione delle FFP2 è di circa il 95% sia per l’aria espulsa – e quindi per chi sta vicino a noi – sia che per le persone che le indossano. Ancor meglio per le mascherine che utilizzano gli operatori sanitari (le FFP3 o N100) la cui capacità filtrante arriva persino al 99%

E le mascherine chirurgiche?

Le mascherine chirurgiche, al contrario, sono concepite principalmente per filtrare l’aria in uscita. Il che significa che la persona ha un ridotto rischio di contagiare gli altri perché la mascherina ridurrà del 95% la diffusione delle particelle di virus nell’aria. Ma chi la indossa ha una protezione non superiore al 20%.

Insomma, se dobbiamo vincere la guerra contro il Coronavirus dobbiamo adottare strategie e armi corrette.

3 Comments

  1. Graziella Guarnaccia Reply

    È un virus, ovvio che muta. Da sempre i virus hanno questa caratteristica! Smettetela di dire fesserie. Non siamo tutti stupidi

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