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Alimentazione

Come e quando insegnare ai propri figli a mangiare autonomamente

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Cibo e bambini

Essere dei genitori è sicuramente un’attività complessa, occorre seguirli perennemente, specie nei primi mesi di vita. Anzi, è proprio in questo periodo che occorre insegnargli una pluralità di attività come ad esempio camminare, giocare, mangiare autonomamente e molto altro ancora. Tuttavia, tra queste attività, non tutti sanno che insegnare ad un bambino a mangiare da solo potrebbe essere al quanto complicato. Ovviamente, con un po’ di pazienza e senza lasciarsi scoraggiare dai residui di cibo che sporcano le superfici, è possibile raggiungere i risultati sperati. Anzi, ottenere questo risultato nel miglior tempo possibile potrebbe essere utile non solo per i genitori, i quali non saranno più costretti a nutrire materialmente il bambino (o la bambina) ma anche per quest’ultimo.

Quando è il momento giusto?

Sapere quando è il momento giusto per insegnare ai propri figli come mangiare in modo autonomo non è facile. È risaputo, infatti, che la crescita del bambino è scandita da fasi differenti. Questo significa, in parole povere, che se un bambino è in grado di svolgere determinate attività in alcuni mesi di vita, non è detto che altri bambini riescano a farlo. Per questo potrebbe essere importante il confronto con altre persone che vivono le medesime esperienze. Esistono alcune piattaforme, come ad esempio Genitore informato, che hanno come scopo proprio quello di far confrontare i genitori, specie quelli che non hanno molta esperienza, con altri genitori in modo da scambiarsi informazioni e consigli. Ebbene, tra i consigli che possono essere richiesti spicca anche quello del momento in cui è necessario insegnare a mangiare al piccolo.

Tuttavia, è possibile affermare in generale che il momento giusto è desumibile da piccoli segnali che devono essere colti. Ad esempio, se il piccolo (o la piccola) afferra il cucchiaio quando lo si imbocca, oppure se tenta di portare alla bocca direttamente con le mani il contenuto del piatto. Tutti questi “indizi” indicano che il piccolo è pronto a sperimentare, e ad imparare come si mangia. In genere, questo periodo si verifica tra i 12 e 15 mesi, per concludersi intorno ai due anni, due anni e mezzo. A tre anni, in genere, un bambino dovrebbe essere in grado di nutrirsi autonomamente utilizzando le posate in maniera corretta.

Come fare?

Come già detto, insegnare a un bambino a mangiare in maniera autonoma è un processo graduale. Le prime volte, è possibile semplicemente mettere qualche pezzo di cibo in un piatto e dare al bambino in maniera alternata un cucchiaio o una forchetta, in modo che possa decidere quale posata preferisce e provare a prendere i cibi. Potrà capitare, però, che il piccolo decida di utilizzare le mani. Non bisogna impedirglielo, forzando l’utilizzo delle posate, anzi. La cosa fondamentale, però, è tenere da parte anche una porzione di cibo per imboccare il bambino, in quanto le prime volte tenderà più a gettare il pasto che a mangiarlo, rischiando di rimanere digiuno. Inoltre, un suggerimento utile è quello di evitare degli spuntini prima delle ore dei pasti, in modo da permettere al bambino di avere più fame a pranzo e cena.

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