Fuoco di Sant’Antonio, evitarlo si può

Il fuoco di Sant’Antonio o Herpes Zoster è una malattia virale causata dal virus della varicella, che si manifesta a livello della cute e delle terminazioni nervose. In alcuni casi può portare a una sintomatologia abbastanza lieve contraddistinta soprattutto da bruciore, ipersensibilità e piccole parestesie. Ma in altri, specie nei soggetti in età avanzata, può portare non poche complicazioni. Tuttavia, pochi sanno che il problema si può evitare con un semplice vaccino.

La nevralgia post-erpetica causata dal Fuoco di Sant’Antonio

Ciò che più spaventa è la nevralgia post-erpetica (PHN), che secondo quanto emerge da un’indagine DoxaPharma effettuata per MSD Italia, è una delle complicazioni più diffuse del fuoco di Sant’Antonio. Interessa una fetta di popolazione abbastanza alta: il 20% dei soggetti che hanno contratto questa forma di Herpes, il che equivale a ben 30mila persone. Tale complicazioni è contraddistinta da un dolore elevatissimo che può durare anche sei mesi o persino anni. Il dolore che si avverte è di tipo neuropatico, ed è causato da una risposta fisiologica ai danni dei nervi periferici determinati dal virus che alloggiano nelle sedi delle terminazioni nervose.

Troppe persone non conoscono il vaccino contro il Fuoco di Sant’Antonio

Se i pazienti affetti dalla dolorosissima nevralgia post-erpetica sapessero che avrebbero potuto evitare tanto dolore con un vaccino, probabilmente lo avrebbero fatto. Anche perché, secondo una recente indagine che ha coinvolto 200 persone in età avanzata, ha evidenziato come le conseguenze del Fuoco di Sant’Antonio abbiano seriamente compromesso la vita professionale o, peggio, è stato addirittura impossibile procedere con le normali attività quotidiane. «Questo dolore ha la particolarità di essere molto resistente alle comuni terapie antalgiche per questo motivo è determinante il ruolo della prevenzione. Ma su questa patologia c’è un gap comunicativo: la percezione del rischio di ammalarsi di Zoster è elevata solo nelle persone che hanno conosciuto la malattia. Chi non ha questa percezione, in genere, non sa nemmeno che esiste un vaccino», ha dichiarato all’Ansa Sandro Giuffrida, Direttore della U.O.C. di Igiene e Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria.

Fuoco di Sant'Antonio
Fuoco di Sant’Antonio: c’è un vaccino

Vaccino gratuito contro il Fuoco di Sant’Antonio

Ciò che molti non sanno è che esiste un vaccino completamente gratuito per gli over 65. «Vaccinare tutta la popolazione, con un’attenzione proprio verso le fasce più fragili, è l’unico modo per prevenire le conseguenze associate al Fuoco di Sant’Antonio abbiamo la possibilità di farlo con un vaccino in una sola dose, che ha dimostrato efficacia e tollerabilità», spiega Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato di MSD Italia.

Perché il Fuoco di Sant’Antonio si presenta in età avanzata

Come abbiamo detto, l’Herpes Zoster è causato dallo stesso virus della varicella (ZVZ) quindi, dopo aver contratto la malattia in età infantile, è in grado di rimanere latente nei gangli nervosi situati nel midollo spinale. Generalmente il sistema immunitario è in grado di evitarne la riattivazione. Tuttavia dopo i 50 anni si assiste a una lieve immunodepressione che potrebbe portare alla riattivazione del virus.

Chi è a rischio Fuoco di Sant’Antonio

Praticamente tutti gli adulti sono a rischio perché si stima che il 95% delle persone abbiano contratto la varicella. Ogni anno, solo in Europa si registrano 1,7 milioni di nuovi casi. Quindi potenzialmente, tutti gli individui con immunodeficienza o di età superiore ai cinquant’anni possono contrarre l’Herpes Zoster.

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